Dopo un ciclo di sviluppo lungo e complesso, fatto di attese e di hype crescente, Lost Soul Aside è arrivato su PlayStation 5, portando con sé l’aura di un progetto nato quasi per caso e diventato un simbolo di tenacia. Da semplice iniziativa indipendente è stato adottato e supportato da Sony, trasformandosi in un titolo capace di attirare l’attenzione di migliaia di giocatori in tutto il mondo. La domanda che in molti si sono posti sin dal primo annuncio era se questo gioco potesse davvero reggere il confronto con i grandi nomi del genere action RPG. Dopo averlo provato a fondo su PS5, è possibile delineare un quadro chiaro dei suoi pregi e delle sue ombre.
Trama

La vicenda di Lost Soul Aside si concentra sulla figura di Kazer, un giovane guerriero trascinato in un conflitto che mette a repentaglio il destino del suo mondo. La vita del protagonista cambia radicalmente quando i Voidrax, misteriose entità provenienti da una dimensione parallela, invadono la sua terra e rapiscono la sorella Louisa. Spinto dal desiderio di salvarla, Kazer entra in simbiosi con Arena, una creatura draconica che diventa sia un alleato narrativo sia un compagno di battaglia, trasformandosi in armi e poteri che il protagonista può utilizzare nei combattimenti.
La narrazione intreccia elementi personali con dinamiche epiche. Da una parte c’è la missione di un fratello che cerca disperatamente di salvare la sorella, dall’altra un mondo sull’orlo del collasso, dove forze oscure e segreti dimenticati emergono in continuazione. L’avventura di Kazer diventa quindi una storia di crescita e di confronto con responsabilità sempre più grandi.
Il rapporto tra Kazer e Arena è uno degli aspetti più interessanti: non si tratta solo di un legame funzionale al gameplay, ma di una relazione che si sviluppa narrativamente, passando dall’iniziale diffidenza a una forma di complicità che sfiora la vera amicizia. La trama non manca di colpi di scena, con tradimenti, scoperte e alleanze improvvise, anche se non sempre riesce a sorprendere quanto vorrebbe. Alcuni dialoghi risultano troppo prevedibili, con personaggi secondari che rimangono poco sviluppati e a tratti stereotipati.
Tuttavia, nei momenti migliori la storia sa toccare corde emotive, soprattutto quando mette al centro il legame familiare di Kazer o il sacrificio che accompagna la sua lotta. Non raggiunge la profondità delle saghe più complesse, ma riesce comunque a mantenere viva l’attenzione fino ai titoli di coda.
Grafica

Dal punto di vista visivo, Lost Soul Aside mostra fin da subito i frutti di un lavoro tecnico notevole. Su PS5 il gioco offre scenari spettacolari, capaci di passare da città futuristiche illuminate da neon a paesaggi naturali mozzafiato, fino a lande devastate dal conflitto. La varietà degli ambienti contribuisce a dare al viaggio un senso di progressione costante, evitando la monotonia visiva.
Gli effetti di luce sono tra gli elementi più riusciti: raggi di sole che filtrano tra gli alberi, riflessi realistici su superfici metalliche, ombre dinamiche che reagiscono in tempo reale ai movimenti del personaggio. Durante i combattimenti, le particelle generate dagli attacchi e dalle abilità di Arena esplodono sullo schermo con grande spettacolarità, creando un vero spettacolo visivo che amplifica la sensazione di potenza.
Il design dei mostri e dei boss merita una menzione speciale. I Voidrax appaiono come creature ibride, a metà tra tecnologia e misticismo, mentre i boss principali sono veri colossi, con dettagli intricati che sottolineano la loro natura aliena e minacciosa. Questi scontri rappresentano alcuni dei momenti più iconici dell’intera avventura, non solo per la difficoltà ma anche per l’impatto estetico.
Non mancano però le imperfezioni. Alcuni ambienti secondari soffrono di texture meno curate e di una ridotta varietà cromatica, e capita di imbattersi in animazioni rigide e poco fluide per i personaggi minori. Anche il frame rate, pur generalmente stabile, conosce cali nelle situazioni più concitate, soprattutto quando numerosi nemici e particellari riempiono lo schermo.
Nel complesso, la grafica resta uno dei punti forti del gioco, capace di offrire un impatto visivo notevole che contribuisce a mantenere alta l’immersione.
Meccanica di gioco

Il cuore pulsante di Lost Soul Aside è il suo sistema di combattimento. Kazer può alternare diverse armi in maniera fluida, passando rapidamente da spade veloci a colpi più pesanti, con combo che si concatenano con naturalezza. L’elemento che rende il sistema unico è la presenza di Arena, che non si limita a essere un supporto narrativo, ma diventa parte integrante delle meccaniche.
Arena può trasformarsi in armi differenti, permettendo al giocatore di ampliare costantemente le proprie possibilità offensive. Questa sinergia dà vita a mosse spettacolari, che uniscono agilità e potenza. La possibilità di lanciarsi in aria, concatenare colpi e concludere con abilità speciali rende ogni scontro dinamico e spettacolare.
Il sistema di schivate e parate è altrettanto importante: il tempismo diventa fondamentale per avere successo, soprattutto contro i boss più impegnativi. La meccanica del contrattacco, se eseguita al momento giusto, regala momenti di grande soddisfazione, facendo percepire la crescita del giocatore nella padronanza delle tecniche.
Un difetto risiede nella curva di apprendimento. Nelle prime ore il gioco si mostra piuttosto limitato, con poche mosse disponibili, e solo col tempo si sbloccano le abilità che danno profondità al sistema. Questo può dare la sensazione iniziale di un gameplay ripetitivo, che però migliora sensibilmente man mano che si progredisce.
Gameplay

La struttura di gioco alterna sequenze narrative, esplorazioni e combattimenti. Le battaglie sono senza dubbio la parte meglio riuscita: rapide, intense e spettacolari, rappresentano il vero fulcro dell’esperienza. Ogni scontro richiede attenzione, riflessi pronti e capacità di combinare al meglio le abilità a disposizione.
L’esplorazione, invece, non raggiunge gli stessi livelli. Molti scenari sono costruiti in maniera lineare, con percorsi che guidano chiaramente il giocatore e poche possibilità di deviazione. Ci sono aree più ampie che offrono segreti e ricompense, ma nel complesso l’impianto resta molto guidato. Le sezioni platform soffrono di controlli non sempre precisi, con salti che talvolta risultano imprecisi o frustranti.
Il bilanciamento della difficoltà è discreto: il gioco offre una sfida appagante senza risultare eccessivamente punitivo, anche se alcuni scontri con i boss rischiano di cadere nella ripetitività, con pattern di attacco poco vari che allungano artificialmente la durata dei combattimenti.
Nel complesso, però, il gameplay riesce a mantenere viva l’attenzione, soprattutto per chi apprezza l’adrenalina di battaglie veloci e spettacolari.
Audio e colonna sonora

Il comparto sonoro di Lost Soul Aside è costruito con attenzione e contribuisce a dare identità al gioco. Le musiche spaziano da brani orchestrali intensi che accompagnano le battaglie più epiche a melodie più intime e malinconiche che sottolineano i momenti narrativi. In alcune boss fight la colonna sonora riesce a fondersi perfettamente con l’azione, amplificando il senso di epicità.
Gli effetti sonori delle armi, delle abilità di Arena e dei movimenti dei nemici sono potenti e realistici, dando peso a ogni azione. Il doppiaggio, pur non essendo sempre memorabile, riesce comunque a mantenere una discreta qualità, anche se alcuni personaggi secondari risultano meno convincenti.
Longevità

Dal punto di vista della durata, Lost Soul Aside offre una campagna principale che si attesta sulle 25-30 ore, a seconda dello stile di gioco e del livello di difficoltà scelto. Per chi decide di esplorare le aree opzionali, affrontare le missioni secondarie e sbloccare tutte le abilità di Arena, la longevità può facilmente superare le 40 ore.
Nonostante ciò, la rigiocabilità non è altissima. Una volta conclusa la storia principale, le motivazioni per tornare indietro non sono moltissime, se non per perfezionare le tecniche di combattimento o affrontare la sfida a difficoltà maggiore.
Direzione artistica

Oltre alla componente tecnica, va sottolineata la direzione artistica. L’estetica del gioco mescola influenze orientali e occidentali, creando un mondo che alterna elementi fantasy a suggestioni futuristiche. I costumi dei personaggi, le armi e le ambientazioni trasmettono una forte identità visiva, che distingue Lost Soul Aside da altre produzioni simili.
Particolarmente riusciti sono i contrasti cromatici tra le zone devastate dai Voidrax e le città ancora vive, così come l’uso della luce per trasmettere sensazioni di oppressione o di speranza.
Conclusioni

Lost Soul Aside su PS5 è un progetto coraggioso che riesce a portare sullo schermo una visione ambiziosa. Pur non essendo perfetto, offre un’esperienza che sa divertire e impressionare visivamente, grazie a un sistema di combattimento frenetico, una grafica spettacolare e un comparto artistico ispirato.
I difetti ci sono: trama prevedibile, personaggi secondari dimenticabili, esplorazione troppo guidata e qualche calo tecnico. Ma se si considera la sua genesi e le aspettative create, il risultato è sorprendentemente solido. Non siamo davanti a un capolavoro assoluto, ma a un action RPG che merita di essere giocato da chi ama la frenesia e lo spettacolo.
Il voto complessivo potrebbe aggirarsi intorno a un 7,5/10, con la consapevolezza che le sue migliori qualità risiedono nelle battaglie e nell’impatto audiovisivo, mentre la narrativa e il level design avrebbero meritato una maggiore profondità.
In definitiva, Lost Soul Aside è la dimostrazione che anche un progetto nato in piccolo può crescere fino a diventare un’esperienza memorabile, capace di regalare momenti di pura adrenalina su PlayStation 5.

