Quando si parla di farmaci, è facile incappare nell’argomento effetti collaterali. Nella maggior parte dei casi si può parlare di solo degli inconvenienti a cui si può andare incontro, ma ci sono anche rischi gravi. Detto questo, ci sono anche effetti positivi non considerati. E’ di fatto molto comune anche imbattersi in situazione opposte dove un trattamento per una patologia può aiutare anche in altri aspetti. Di recente, alcuni farmaci contro il colesterolo sono stati attenzionati per la capacità aiutare contro la demenza.
In questo caso non si parla di trattamenti specifici, ma piuttosto sulla categoria generale, soprattutto le statine e le ezetimibe. Non è la prima volta che gli alti livelli di questo lipide nel sangue sono stati collegati a un rischio aumentato di sviluppare demenza, ma questo studio va oltre.
Demenza e colesterolo
Lo studio è arrivato alla conclusione che l’accumulo di deposito di colesterolo nei vai sanguigni può portare a una serie di danni cerebrali la cui progressione non è altro che condizioni di demenza. Di fatto viene reso più complicato l’afflusso di sangue al cervello e i farmaci in questione possono aiutare a rallentare il fenomeno.
Le parole dei ricercatori: “I dati attuali suggeriscono che abbassare il colesterolo in età precoce probabilmente ridurrà il rischio di demenza in età avanzata. Ciò che il nostro studio indica è che se si hanno queste varianti che abbassano il colesterolo, sembra che si abbia un rischio significativamente inferiore di sviluppare demenza. Sarebbe un ottimo passo avanti condurre studi clinici randomizzati su una durata di 10 o 30 anni, ad esempio, in cui si somministrano ai partecipanti farmaci per abbassare il colesterolo e poi si valuta il rischio di sviluppare demenza.”

