L‘ansia è un aspetto insito di noi, ma per alcuni può diventare una condizione debilitate a causa degli eccessivi livelli che può raggiungere. Esistono diversi disturbi legati ad essa i cui trattamenti disponibili risultano essere farmaci potenti con diversi effetti collaterali. Poter contrastarla senza dover fare affidamento a quest’ultimo aiutare a migliorare la qualità di vita degli individui che ne soffrono e un aiuto sembrerebbe arrivare da una nuova ricerca.
Uno studio sull’ansia ha individuato alcuni neuroni nell’amigdala che se riequilibrati possono di fatto ridurne la diffusione. Questa parte del cervello è legata ai processi decisionali, ma anche alla memoria e alla gestione delle emozioni. I test in laboratorio sui topi, hanno mostrato che andando a modificare il percorso di tali neuroni, è stato possibile ridurre anche la depressione e alcuni deficit sociali, in realtà tipici di condizioni del genere.
Modificare alcuni neuroni per trattare l’ansia
La rimappatura di questi neuroni è stata fatta andando a toccare un singolo genere, il GRIK4 responsabile per la produzione del Gluk4. L’effetto di questa proteina porta a dei comportamenti che sono simili a quelli indotti in generale dall’ansia. Toccando il genere, e riducendo di conseguenza la produzione, i topi hanno mostrato meno atteggiamenti antisociali.
Le parole dei ricercatori spagnoli: “Quella semplice modifica è stata sufficiente a invertire i comportamenti correlati all’ansia e ai deficit sociali, il che è notevole. Sapevamo già che l’amigdala era coinvolta nell’ansia e nella paura, ma ora abbiamo identificato una specifica popolazione di neuroni la cui attività sbilanciata è sufficiente a innescare comportamenti patologici. Colpire questi specifici circuiti neurali potrebbe diventare una strategia efficace e più localizzata per trattare i disturbi affettivi.”

