Ogni volta che una tempesta intensa attraversa una foresta, gli alberi potrebbero emettere una debole luce elettrica ultravioletta. Non è fuoco, né un fulmine diretto, ma un fenomeno noto come scarica a corona.
Per quasi un secolo gli scienziati ne avevano solo ipotizzato l’esistenza in natura. Ora un team della Pennsylvania State University ha raccolto la prima prova diretta, grazie a una telecamera ultravioletta appositamente progettata.
Lo studio è stato pubblicato su Geophysical Research Letters.
Cosa sono le “corone” sugli alberi
Le corone elettriche sono piccole scariche che si formano quando il forte campo elettrico generato dalle nubi temporalesche carica l’aria sopra la vegetazione.
Durante il passaggio della tempesta:
- Le punte delle foglie e degli aghi si caricano elettricamente
- Si formano minuscole scariche luminose UV
- Le correnti, debolissime, saltano irregolarmente da una foglia all’altra
Sono invisibili all’occhio umano e rilevabili solo con strumenti sensibili all’ultravioletto.
Le prime osservazioni in natura
I ricercatori hanno monitorato cinque tempeste, dalla Florida alla Pennsylvania, riuscendo a registrare direttamente il fenomeno nelle chiome degli alberi.
Le osservazioni suggeriscono che le corone possano essere diffuse durante i temporali elettrici, specialmente nelle foglie più esposte quando il nucleo carico della tempesta si trova sopra la foresta.
Secondo gli autori, si potrebbe assistere – con strumenti adeguati – a “ampie fasce di scintillante luminosità coronale” che attraversano le cime degli alberi mentre la tempesta passa.
Perché questa scoperta è importante
Non si tratta solo di una curiosità visiva. Le scariche a corona potrebbero avere un impatto significativo sulla chimica dell’atmosfera.
Uno degli effetti principali è la produzione di radicali idrossilici (OH), molecole altamente reattive che svolgono un ruolo fondamentale nella “pulizia” dell’aria, degradando:
- Inquinanti atmosferici
- Gas naturali emessi dalla vegetazione
Studi precedenti del team avevano stimato che le corone attorno a un singolo albero durante una tempesta potrebbero produrre radicali OH a una velocità fino a mille volte superiore rispetto ad altri meccanismi locali conosciuti.
Effetti sugli alberi: danni invisibili?
Esperimenti di laboratorio hanno mostrato che, esposte a campi elettrici simili a quelli di un temporale reale, le punte delle foglie possono carbonizzarsi in pochi secondi.
Resta da capire se, nelle foreste naturali, l’esposizione ripetuta alle scariche possa causare nel tempo:
- Danni progressivi ai rami superiori
- Alterazioni nella crescita
- Stress fisiologico non ancora attribuito a cause precise
Nelle aree soggette a frequenti temporali, questo fenomeno potrebbe avere conseguenze ecologiche finora sottovalutate.
Un “roveto ardente” scientifico?
In passato alcuni ricercatori hanno persino ipotizzato che le scariche a corona possano offrire una spiegazione naturale al racconto biblico del roveto ardente: una luce che brilla senza consumare completamente la vegetazione.
Al di là del simbolismo, l’immagine è suggestiva: foreste che, durante le tempeste più intense, si illuminano silenziosamente in ultravioletto, modificando la chimica dell’aria e segnando le foglie – tutto senza che l’occhio umano possa accorgersene.
Con queste prime osservazioni dirette, un fenomeno ipotizzato da quasi un secolo entra finalmente nel campo delle prove sperimentali, aprendo nuove domande sull’interazione tra atmosfera, elettricità e biosfera.
Foto di Henryk Niestrój da Pixabay

