DJI Mic Mini 2S, la recensione: piccolo solo nelle dimensioni, enorme nella gestione dell’audio

Date:

Share post:

Dopo aver utilizzato il DJI Mic Mini 2S in diverse situazioni di registrazione, la sensazione più evidente è che DJI abbia lavorato soprattutto sulla riduzione degli attriti: meno peso addosso, meno preoccupazioni per i livelli, meno necessità di controllare continuamente il collegamento e, soprattutto, meno possibilità che un problema tecnico comprometta una registrazione importante.

Il punto di partenza è un trasmettitore che pesa appena circa 12 grammi, con dimensioni di 28,58 × 28,04 × 13,52 mm. Sono numeri che, nel concreto, si fanno sentire immediatamente quando si indossa il dispositivo. Il microfono rimane estremamente discreto e non tende a diventare quel genere di accessorio che, dopo un’ora di registrazione, comincia a ricordarti continuamente di essere lì. Il ricevitore DMMR03, con i suoi 19 grammi e dimensioni di 46,50 × 29,61 × 19,32 mm, mantiene la stessa filosofia quando viene montato sulla fotocamera.

Ma la vera evoluzione rispetto a un semplice sistema wireless compatto è nascosta dentro il trasmettitore. Il Mic Mini 2S non si limita infatti a inviare l’audio al ricevitore: integra registrazione interna a 32-bit float, fino a 28 ore di memoria interna in 24-bit, cancellazione del rumore basata su intelligenza artificiale, tre preset dedicati alla tonalità della voce e una piattaforma wireless capace di gestire configurazioni multi-trasmettitore. È qui che il prodotto smette di essere semplicemente un “microfono piccolo” e diventa uno strumento molto più serio per chi registra contenuti.

E la differenza si percepisce soprattutto quando si smette di considerare il microfono come un semplice accessorio per la fotocamera. Il DJI Mic Mini 2S è progettato per poter stare al centro di un flusso di produzione che comprende fotocamere, smartphone, dispositivi DJI compatibili e registrazione autonoma. La connessione diretta DJI OsmoAudio permette inoltre di eliminare il ricevitore in determinati scenari compatibili, mentre la compatibilità generazionale consente di ampliare il sistema fino a 4 trasmettitori e 1 ricevitore.

Design ed Estetica

La prima cosa che colpisce quando si prende in mano il trasmettitore è quanto poco spazio occupi. Il corpo da 28,58 × 28,04 × 13,52 mm è quasi sorprendentemente piccolo, soprattutto considerando ciò che contiene. Il peso di circa 12 grammi, calcolato con la copertura anteriore magnetica ma senza clip magnetica e magnete, rende il dispositivo praticamente trascurabile quando viene fissato all’abbigliamento. Ed è proprio nell’utilizzo quotidiano che questa scelta progettuale acquista valore. Il trasmettitore non tira il tessuto, non crea un peso evidente sul colletto e soprattutto non obbliga a modificare il modo in cui ci si muove davanti alla videocamera. Per un creator che registra per ore, questa caratteristica vale più di quanto potrebbe sembrare leggendo semplicemente il dato sulla bilancia.

La copertura anteriore magnetica contribuisce inoltre a mantenere l’aspetto del trasmettitore estremamente pulito. Il risultato è un dispositivo che si integra facilmente nell’abbigliamento invece di sembrare un piccolo componente tecnico applicato sopra di esso. Il ricevitore DMMR03 segue la stessa impostazione. Con 19 grammi e dimensioni di 46,50 × 29,61 × 19,32 mm, non introduce un ingombro particolarmente significativo sulla fotocamera. Questo è importante perché un ricevitore wireless può diventare fastidioso non tanto per il peso assoluto, quanto per la sua posizione: se sporge troppo, finisce per interferire con la gestione della macchina, con altri accessori o con il trasporto.

Hardware e Specifiche Tecniche

Il cuore del trasmettitore DMMT03 è costruito attorno a una batteria Li-ion da 124 mAh, con energia di 0,484 Wh e tensione di 3,91 V. La ricarica arriva a un massimo di 5 V, richiede circa 70 minuti e garantisce un’autonomia dichiarata di circa 11 ore.

Il dato è particolarmente interessante considerando le dimensioni del dispositivo. In appena 12 grammi DJI deve alimentare la capsula, l’elettronica di acquisizione, l’elaborazione digitale, la registrazione locale e il sistema di trasmissione wireless. L’efficienza energetica è quindi una componente fondamentale dell’architettura. Il ricevitore DMMR03 utilizza una batteria Li-ion da 185 mAh, con energia di 0,723 Wh e tensione di 3,91 V. L’autonomia dichiarata raggiunge circa 10 ore, mentre la ricarica richiede anch’essa circa 70 minuti.

La parte radio utilizza GFSK a 2 Mb/s sul ricevitore, mentre il trasmettitore supporta GFSK a 1 Mb/s e 2 Mb/s. La frequenza operativa è 2,400-2,4835 GHz, mentre la potenza isotropica irradiata equivalente è inferiore a 16 dBm. Il collegamento Bluetooth è basato su Bluetooth 6.0, con frequenza operativa anch’essa compresa tra 2,400 e 2,4835 GHz e potenza EIRP inferiore a 16 dBm.

Quello che rende però davvero diverso il 2S è l’architettura di registrazione. Il trasmettitore può salvare l’audio direttamente nella memoria interna in 32-bit float, trasformandosi di fatto in una seconda linea di sicurezza indipendente dal collegamento radio. DJI dichiara inoltre fino a 28 ore di memoria interna in 24-bit. Ed è una delle funzioni che considero più importanti dell’intero prodotto.

Prestazioni

La registrazione wireless funziona bene quando tutto va bene. Il problema è che durante una produzione reale non puoi dare per scontato che tutto vada sempre bene. È sufficiente una momentanea interferenza, un ostacolo, un movimento del soggetto o un problema sulla catena di acquisizione per trasformare una registrazione perfetta in una clip inutilizzabile. Il Mic Mini 2S affronta questa eventualità con una soluzione molto più intelligente del semplice tentativo di rendere il collegamento radio più robusto: registra contemporaneamente anche localmente.

Il 32-bit float cambia radicalmente la tranquillità con cui si può affrontare una registrazione. Non significa che sia impossibile saturare fisicamente una capsula o che la registrazione possa recuperare qualsiasi errore, ma offre un margine operativo enorme nella gestione dei livelli e rende molto meno drammatico il rischio di una regolazione non perfetta del gain. Durante l’uso, questa caratteristica si traduce soprattutto in una cosa: si pensa maggiormente al contenuto e meno al livello del microfono.

È particolarmente utile quando il soggetto alterna una voce normale a momenti più concitati, quando cambia la distanza dal microfono o quando la registrazione non può essere ripetuta. Anche la trasmissione è uno dei punti forti. DJI dichiara una distanza massima di 400 metri, in ambiente aperto, senza ostacoli e senza interferenze. Non è il numero in sé a essere interessante, ma il margine di collegamento che l’architettura offre quando ci si muove entro distanze decisamente più normali per una produzione video.

Il sistema può inoltre lavorare con trasmettitori di generazioni differenti e arrivare a 4 trasmettitori con un ricevitore, una caratteristica che amplia notevolmente il campo di utilizzo rispetto alla classica configurazione a una o due persone. La pagina ufficiale evidenzia anche la possibilità di uscita a quattro canali, rendendo il sistema molto più interessante per produzioni con più sorgenti audio.

Sul piano strettamente acustico, il trasmettitore è omnidirezionale e offre una risposta in frequenza di 20 Hz-20 kHz con Low Cut disattivato. Quando il filtro viene attivato, il limite inferiore sale a 100 Hz, mantenendo il limite superiore a 20 kHz. Il comportamento del filtro è particolarmente utile nelle registrazioni vocali. Le frequenze sotto i 100 Hz sono spesso associate più facilmente a vibrazioni, rumori meccanici, manipolazione e componenti ambientali a bassa frequenza che alla parte realmente utile del parlato. Il Low Cut permette quindi di ottenere una traccia più pulita senza dover intervenire necessariamente in post-produzione. Il livello massimo di pressione sonora arriva a 126 dB SPL con 1% THD e 130 dB SPL con 10% THD, mentre il rumore equivalente è dichiarato a 22 dBA.

Esperienza d’Uso

Il punto in cui il Mic Mini 2S convince maggiormente è la naturalezza con cui entra nel flusso di lavoro. Il trasmettitore si indossa, si collega e si dimentica. E non è una frase fatta: il peso di circa 12 grammi fa una differenza reale. In una sessione lunga non ci si ritrova con un elemento che tira il tessuto o richiede continuamente di essere sistemato.

La seconda cosa che si nota è la sicurezza data dalla registrazione interna. Sapere che il microfono sta contemporaneamente creando un backup locale in 32-bit float cambia l’approccio alla registrazione. Il collegamento wireless rimane fondamentale per il monitoraggio e per avere il segnale direttamente nella videocamera, ma non rappresenta più l’unico punto di fallimento.

La cancellazione del rumore AI di nuova generazione aggiunge un ulteriore livello di gestione del segnale. DJI la presenta come una tecnologia progettata per isolare con precisione la voce e il sistema utilizza una struttura a due livelli di cancellazione del rumore.  Nella pratica, la funzione è particolarmente utile quando la registrazione avviene in ambienti nei quali non è possibile controllare completamente il rumore di fondo. In uno studio silenzioso preferisco naturalmente conservare una registrazione più neutra e intervenire eventualmente in post-produzione; quando invece si registra in strada, in un ambiente affollato o in una situazione dinamica, la cancellazione del rumore diventa un alleato molto più concreto.

È inoltre disponibile una gestione della voce attraverso tre preset di tonalità vocali, che permettono di adattare la resa sonora senza dover costruire necessariamente una catena di processing complessa a posteriori. È una funzione che ha più senso nel workflow rapido che nella produzione audio altamente controllata, ma per creator e produzioni veloci può essere estremamente comoda.

Qualità Audio

La resa del Mic Mini 2S è fortemente condizionata dalla modalità utilizzata, e questo è un aspetto che vale la pena sottolineare perché il sistema non deve essere interpretato come un microfono con un unico carattere sonoro. Con la cancellazione del rumore disattivata e il Low Cut spento, la risposta dichiarata di 20 Hz-20 kHz lascia all’elaborazione una banda molto ampia. Per la voce, questo significa mantenere una parte significativa della componente bassa e medio-bassa che contribuisce alla sensazione di corpo.

L’attivazione del Low Cut a 100 Hz cambia invece il comportamento in modo abbastanza deciso. La voce tende a diventare più asciutta e meno esposta alle componenti a bassissima frequenza. In un ambiente rumoroso o durante una ripresa in movimento è una scelta che può risultare molto sensata. La presenza della cancellazione del rumore AI introduce poi un ulteriore livello di intervento. In condizioni problematiche può essere preferibile una voce leggermente più processata ma molto più leggibile rispetto a una registrazione tecnicamente più naturale ma immersa nel rumore ambientale.

È qui che il Mic Mini 2S dimostra una caratteristica che apprezzo particolarmente: non cerca di imporre un’unica filosofia di registrazione. Può funzionare come microfono wireless tradizionale, come registratore locale di sicurezza e come strumento di elaborazione della voce.

Conclusioni

Dopo averlo utilizzato, il DJI Mic Mini 2S lascia una sensazione piuttosto precisa: DJI non ha cercato semplicemente di realizzare un microfono wireless più piccolo, ma un sistema che renda più difficile sbagliare una registrazione.

Il trasmettitore da 12 grammi, la batteria da 124 mAh, l’autonomia di circa 11 ore, il collegamento GFSK fino a 2 Mb/s, il Bluetooth 6.0, la risposta in frequenza 20 Hz-20 kHz, il Low Cut a 100 Hz, il livello massimo di 126 dB SPL a 1% THD, il rumore equivalente di 22 dBA e la portata dichiarata di 400 metri compongono una piattaforma già molto completa.

Ma la parte veramente importante è altrove. La registrazione interna a 32-bit float è probabilmente la funzione che modifica maggiormente l’esperienza. Avere una copia locale dell’audio significa poter affrontare una registrazione con un livello di sicurezza molto maggiore rispetto a un sistema che dipende esclusivamente dalla trasmissione wireless. Le 28 ore di memoria interna in 24-bit rendono inoltre il trasmettitore utilizzabile come registratore autonomo per un numero enorme di sessioni prima di dover intervenire sulla memoria.

La seconda grande evoluzione è rappresentata dall’elaborazione. La cancellazione del rumore AI a due livelli permette di affrontare situazioni nelle quali il controllo dell’ambiente non è possibile, mentre i tre preset vocali permettono di modificare rapidamente il carattere della voce. Poi c’è la versatilità dell’ecosistema: fino a quattro trasmettitori con un ricevitore, uscita a quattro canali, compatibilità tra generazioni e connessione diretta DJI OsmoAudio. Non è più il classico sistema pensato soltanto per collegare una persona a una fotocamera: è una piattaforma che può crescere insieme al tipo di produzione.

Anche la gestione energetica è convincente. 11 ore per il trasmettitore, 10 ore per il ricevitore e circa 3,2 cicli completi tramite la custodia fanno del Mic Mini 2S un dispositivo che può tranquillamente accompagnare una giornata di produzione senza trasformare la batteria in una preoccupazione costante.

Il limite più evidente non è quindi nella qualità dell’idea, ma nel fatto che alcune delle funzioni più sofisticate hanno senso soprattutto per chi produce contenuti con una certa frequenza. Chi registra sporadicamente qualche video con lo smartphone potrebbe non sfruttare davvero il potenziale della registrazione 32-bit float, della memoria interna, dell’ecosistema multi-trasmettitore e dell’OsmoAudio. Per chi invece lavora regolarmente con voce, interviste, vlog e video in mobilità, il quadro cambia completamente. Il Mic Mini 2S riesce a mettere insieme leggerezza, autonomia, ridondanza, elaborazione intelligente e flessibilità wireless senza trasformare il setup in qualcosa di ingombrante.

Denis Dosi
Denis Dosi
Appassionato di tecnologia e di scrittura sin dalla tenera età, mi laureo in Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Milano nel 2016. Ora lavoro con Focustech riuscendo a combinare le mie due più grandi passioni.

Related articles

Motivazione: scoperto il circuito cerebrale che ci spinge a raggiungere gli obiettivi

La motivazione è ciò che ci spinge ad alzarci dal letto, perseguire un obiettivo, imparare nuove competenze o...

Eclissi solare e Perseidi nello stesso giorno: il cielo regala un raro doppio spettacolo astronomico

Non capita spesso che due degli eventi astronomici più attesi dell'anno si verifichino nello stesso giorno. La coincidenza...

L’amore è una matematica? Il futuro GPS per le relazioni

L’amore è spesso raccontato come qualcosa di misterioso, imprevedibile, quasi impossibile da spiegare. Un incontro casuale, un’intesa difficile...

Amazon: gadget tecnologici a prezzi scontatissimi

Siete alla ricerca di un nuovo gadget tecnologico, ma il vostro budget è ridotto? Amazon è decisamente il...