Mangiare la melagrana è un ottimo modo per aiutare la propria salute. Una volta nel nostro organismo infatti, i batteri dell’intestino possono trasformare alcune sostanze del frutto in una molecola chiamata urolitina A. Secondo studi recedenti, questa molecola ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti e prendersi cura di cellule danneggiate o morto. Ma ancora più nello specifico, l’urolitina A sembra riuscire ad attivare una proteina, PKGIα, il cui effetto ha ripercussioni positive sul cuore.
La scoperta dietro alla melagrana potrebbe essere importante non solo per la salute in generale, ma soprattutto per una forma di insufficienza cardiaca chiamata HFpEF dove il cuore diventa troppo rigido per rilassarsi e riempirsi correttamente tra un battito e l’altro. È una malattia difficile da trattare e sempre più diffusa, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione in corrispondenza con un’aumento di obesità e diabete. Negli esperimenti condotti sui topi, l’urolitina A ha ridotto le cicatrici del cuore e ne ha migliorata la capacità di rilassarsi portano a un miglioramento di alcuni indicatori dell’80%.
Melagrana nella dieta
I ricercatori hanno poi cercato di capire se lo stesso meccanismo potesse funzionare anche sul tessuto umano. In laboratorio è stato utilizzato del tessuto cardiaco ottenuto da cellule staminali. Anche in questo caso l’urolitina A ha aiutato il tessuto a contrarsi e rilassarsi più velocemente. Secondo gli scienziati, questo risultato apre la strada a una possibile nuova strategia per affrontare l’HFpEF, a maggior ragione in quanto a oggi esistono poche terapie efficaci contro questa particolare forma di insufficienza cardiaca. In sostanza, poca melagrana potrebbe aiutare.
Detto questo, non significa che la melagrana in sé possa curare il cuore. I risultati, per quanto incoraggianti, risultati sono stati ottenuti in situazioni lontane rispetto alla quotidianità di una persona. Prima di capire se l’urolitina A possa davvero diventare una terapia bisognerà quindi effettuare studi clinici su un numero elevato di persone. Alla fine, rimane un alimento interessante all’interno di una dieta sana, ma non esiste un singolo frutto o alimento capace, da solo, di prevenire o curare le malattie cardiovascolari.
