Un nuovo studio ha individuato un particolare collegamento statistiche tra i batteri presenti sulla lingua e le prestazioni cognitive. I dati basati su 60 adulti sani divisi in due gruppo distinti, ovvero giovani e adulti più anziani, quest’ultimi con un’età media compresa tra i sessanta e i settant’anni. I partecipanti hanno svolto test di memoria, attenzione, riconoscimento delle emozioni e velocità di elaborazione delle informazioni. A questo si aggiungono i campioni di saliva, sangue e batteri della lingua.
Uno dei risultati più interessanti riguarda uno dei batteri, la Prevotella histicola. Una sua maggiore presenza era associata a tempi di risposta più rapidi in alcuni test, sebbene le prove interessate fossero diverse. Si aggiunge anche Haemophilus parainfluenzae con alcune associazioni favorevoli. L’età rimaneva il fattore più costantemente associato alle prestazioni: i partecipanti più anziani tendevano a ottenere punteggi inferiori e a rispondere più lentamente.
L’effetto dei batteri
Una possibile spiegazione biologica riguarda i nitrati presenti negli alimenti come la barbabietola. Alcuni batteri della lingua si trasformano in nitriti, che possono contribuire alla produzione di ossido nitrico, una molecola a sua volta capace di dilatare i vasi sanguigni. Questo meccanismo è già studiato in relazione alla circolazione e alle prestazioni fisiche, ma il nuovo lavoro non dimostra che sia responsabile delle differenze cognitive osservate.
I risultati devono quindi essere interpretati con cautela. Il campione era piccolo, l’alimentazione non è stata controllata e fattori come sonno e attività fisica potrebbero influenzare sia il microbiota orale sia le prestazioni cognitive. Inoltre, alcune analisi statistiche potrebbero essere vulnerabili a risultati casuali dovuti al numero elevato di confronti effettuati. Lo studio mostra dunque possibili correlazioni, non un rapporto di causa-effetto.
