Realtà virtuale, australiano per 36 ore su Tilt Brush entra nel Guinness dei primati

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La realtà virtuale è uno dei temi più caldi in ambito tecnologico, numerose le applicazioni, il gaming è solo di uno degli ambiti destinati a essere rivoluzionati dai visori. Presto potremo usare la realtà virtuale per fare moltissime cose, Jack McNee l’ha utilizzata per entrare nel Guinness dei Primati.

Un obiettivo curioso, quello di realizzare la più lunga sessione su un sistema di realtà virtuale, lo scorso due aprile questo giovane australiano ci è riuscito. Non vogliamo certo giudicare le intenzioni del diretto interessato, ma non possiamo certo dire che gli manchi la creatività.

Quasi due giorni nella realtà virtuale

Tilt Brush è un programma di disegno 3D firmato da Google che consente all’utente di realizzare capolavori digitali a grandezza naturale utilizzando Oculus Rift o HTC Vive. McNee ha indossato il visore presso il VR Corner di Sydney e non se lo è tolto per un giorno e mezzo, disegnando qualsiasi cosa gli venisse in mente: dai Pokemon a Simpsons.

realtà virtuale guinness dei primati

Uno dei requisiti per la registrazione del record era l’utilizzo di una signola applicazione VR, McNee ha optato per Tilt Brush in modo da essere libero di interagire con i suoi followe durante il live streaming dell’evento.

Un paio di pause per andare al bagno, l’aiuto di alcuni amici per imboccarlo con un po’ di pizza, alla fine l’australiano è riuscito a stabilire il record di 36 ore, due minuiti e 16 secondi.

Non c’è solo il record in ballo, sono anche state raccolte donazioni da devolvere a un’associazione no-profit. Resta ora da scoprire quando un altro coraggioso si farà avanti per battere questo primato, nel frattempo vi mostriamo Jack McNee in azione.

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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