Rispettare l’ambiente anche da morti: compostaggio umano

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Chi ha un orto, o comunque un giardino grande, ha sicuramente preso in considerazione almeno una volta di prendere una compostiera. Buttare gli avanzi organici dentro quest’ultima è un’ottima alternativa allo spreco del cibo, che purtroppo è spesso inevitabile al giorno d’oggi; se non ci aveste mai pensato comunque, fatelo anche perché potete evitare di pagare una parte di tasse della spazzatura. In ogni caso, la scienza ci invita anche a pensare al compostaggio umano.

Venir seppelliti con una bara, o in altri modi, non ha sicuramente un impatto così grande sull’ambiente, ma perché non ridurlo comunque praticamente a zero? Per esempio, negli Stati Uniti solo uno stato ha dato il via libera a questa pratica, Washington. Le richieste si sono subito fatte sentire, sintomo che è un’idea che piace.

 

Una sepolture a favore dell’ambiente

Ovviamente questo non significa seppellire il corpo di una persona caso dove si vuole. Per esempio, è già partito un progetto pilota, sempre negli USA. Quest’ultimo prevede la sepoltura di un corpo all’interno di una bara di alluminio che contiene il corpo e altre sostanze come erbe e truciolato. Tutto questo attira dei microbi che portano avanti il lavoro di decomposizione in fretta e furia, poco più di un mese al massimo. La bara poi viene riutilizzata.

Si stima che negli Stati Uniti la cremazione porti al rilascio di CO2 parti alla combustione di 800.000 barili di petrolio. La sepoltura in bara invece, oltre al consumo continuo di legno, ferro o altri materiali, presenta problematiche con i liquidi che si creano all’interno delle bare che possono filtrare e raggiungere le falde acquifere.

Insomma, il funerale è una pratica che non si è pratica mai evoluta nel corso della storia dell’uomo, forse sarebbe il caso di spingere verso qualcosa di nuovo.

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