Gli astronomi hanno studiato a fondo l’asteroide Bennu, aumentando la loro conoscenza della sua orbita per i prossimi 200 anni. Dallo studio della NASA è emerso che l’asteroide ha una probabilità leggermente maggiore di colpire la Terra di quanto si pensasse in precedenza.
Certo questo non deve gettarci nel panico, seppur maggiori di quanto ipotizzato, le probabilità che l’asteroide Bennu ci colpisca davvero sono ancora molto basse. Come afferma infatti Davide Farnocchia, uno scienziato del Center for Near Earth Object Studies della NASA presso il Jet Propulsion Laboratory e autore principale dello studio, “non dovremmo preoccuparci troppo”.
Le possibilità di un impatto tra Bennu e la Terra sono infatti salite da 1 su 2.700 a 1 su 1.750 nel prossimo secolo o nei prossimi due, ma si tratta di una possibilità ancora molto remota. I ricercatori sono riusciti ad aumentare la loro conoscenza sull’orbita dell’asteroide Bennu. grazie alle osservazioni della sonda spaziale Osiris-Rex della NASA.
La sonda è ora pronta a tornare sulla Terra con il suo prezioso carico di campioni prelevati dalla superficie della roccia spaziale, dopo aver eseguito più volte dei sorvoli dell’asteroide. Tra qualche tempo dunque potremmo avere più informazioni su questo accumulo di detriti e rocce, considerato come uno dei due asteroidi più pericolosi nel nostro sistema solare. I campioni dovrebbero arrivare sul nostro Pianeta nel 2023.
Osiris- Rex tornerà a casa dopo un lungo viaggio e dopo aver raccolto una notevole quantità di dati, studiando Bennu per ben 2 anni e mezzo e aiutando così peri ricercatori a prevedere meglio il percorso orbitale dell’asteroide anche nel prossimo futuro.
Prima che Osiris-Rex iniziasse i suoi studi sulla roccia spaziale, gli scienziati stimavano a 1 su 2.700 le probabilità che Bennu colpisse la Terra durante l’anno 2200. Ora è 1 su 1.750 fino all’anno 2300. Il giorno in cui l’asteroide sarà più vicino è il 24 settembre 2182.
Ma Bennu avrà anche un altro incontro ravvicinato con la Terra nel 2135, quando passerà a metà della distanza dalla luna. La gravità della Terra potrebbe modificare il suo percorso futuro e metterla in rotta di collisione con la Terra nel 2200, un evento ora meno probabile in base alle osservazioni di Osiris-Rex.
Lindley Johnson, ufficiale della difesa planetaria della NASA ritiene che se Bennu si schiantasse sulla Terra, produrrebbe un cratere di circa 10-20 volte la dimensione dell’asteroide. Ma l’area della devastazione sarebbe molto più grande: fino a 100 volte la dimensione del cratere.
Chi sa che quando sarà il momento di Bennu non avremo già a disposizione dei mezzi per difenderci dalle rocce spaziali. Come quello che la NASA ha in programma di lanciare a novembre. Si tratta di una missione per mettere fuori rotta un asteroide colpendolo. L’obiettivo sperimentale sarà Dydimos, la luna di una roccia spaziale più grande.
Ph. Credit: NASA
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