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Bere moderatamente non è realmente un’opzione: i dati di uno studio

La moderazione è la chiave di molte cose e lo si è sempre detto anche per il bere. Secondo uno studio condotto nel Regno Unito però, non è lo così tanto proprio quando si parla di alcool. Secondo i dati raccolti su una fetta ampia di popolazione infatti, anche un numero di bicchieri al di sotto della soglia considerata moderata porta a un aumento dei rischi cardiaci.

Lo studio si è basato su 333.259 consumatori di alcool e su 21.710 che non bevono affatto per un periodo di sette anni ed esaminando ogni evento rilevante il cuore o il sistema vascolare. Dall’equazione sono state tolte le persone che bevano per poi smettere per evitare un inquinamento dei dati raccolti.

 

Bere moderatamente non è in realtà così buono

Le parole dei ricercatori: “Nella nostra coorte, i bevitori mai erano più anziani, meno attivi fisicamente, avevano un indice di massa corporea più alto e meno abbienti dal punto di vista socioeconomico. Anche dopo aver corretto per questi fattori di rischio cardiovascolare, mai i bevitori avevano un rischio del 31, 51 e 46 per cento più alto di soffrire rispettivamente di problemi cardiovascolari, di cardiopatia ischemica o di un evento di malattia cerebrovascolare. Tra i bevitori di birra, sidro e alcolici in particolare, anche quelli che consumavano meno di 14 unità a settimana avevano un rischio maggiore di finire in ospedale a causa di un evento cardiovascolare che coinvolgeva il cuore o i vasi sanguigni. Sebbene sentiamo parlare molto di bevitori di vino che hanno un rischio inferiore di malattia coronarica, i nostri dati mostrano che il loro rischio di altri eventi cardiovascolari non è ridotto“.

Giacomo Ampollini

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