Dolcificanti artificiali: gli effetti sul cervello

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Lo zucchero fa male e non è salutare neanche in quantità ridotte, anche se sopportabile dal corpo. Purtroppo, la società si è assuefatta a questa sostanza e per cercare di rimediare, ci si è rivolti ad alternative meno pericolose, perlomeno all’apparenza. Di dolcificanti artificiali ce ne sono ormai molti e in generale sembra che si possa parlare di un prodotto meno pericoloso, ma non del tutto. Essendo qualcosa di nuovo, i reali effetti a medio e lungo termine non si conoscono e solo di recente si stanno scoprendo quelli a medio termine.

Secondo un nuovo studio, alcuni dolcificanti artificiali, come il sucralosio, hanno come effetto un maggiore afflusso sanguigno verso l’ipotalamo. Per fare un confronto, il normale zucchero da tavolo porta a un effetto avverso con il risultato una riduzione della fame. Nello studio, anche diverse ore dopo l’assunzione delle bevande, le persone che hanno assunto quelle con l’alternativa allo zucchero avevano un senso di appetito maggiore.

 

 

Gli effetti dei dolcificanti artificiali

Studi precedenti avevano dimostrato come i dolcificanti artificiali interagiscono in maniera diversa con l’organismo rispetto allo zucchero. Per esempio, sempre il sucralosio interagisce con i batteri intestinali andando a interferire con l’iterazione del corpo con il glucosio.

Le parole dei ricercatori: “Il corpo usa questi ormoni per dire al cervello che hai assunto calorie, per ridurre la fame. La sucralosio non ha avuto quell’effetto e le differenze nelle risposte ormonali alla sucralosio rispetto allo zucchero erano ancora più pronunciate nei partecipanti obesi. Queste sostanze stanno portando a cambiamenti nel cervello in via di sviluppo dei bambini a rischio di obesità? Il cervello è vulnerabile in questo periodo, quindi potrebbe essere un’opportunità critica per intervenire”.

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