È morto questa settimana, Russell Kirsch, l’inventore dei pixel

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Lo scorso martedì 11 agosto, nella sua casa di Portland si è spento, all’età di 91 anni, Russel A. Kirsch, l’uomo che ha inventato i pixel. L’uomo soffriva di una forma di Alzheimer che negli ultimi tempi aveva dato origine ad alcune complicanze.

 

L’uomo che ha inventato i pixel

Nacque a New York il 20 giugno 1929, figlio di due immigrati russi, frequentò la Bronx High School, poi la New York University ed Harvard, approdando infine al MIT. Il suo nome forse non è molto conosciuto ma di certo lo è la sua invenzione più importante, creata al National Bureau of Standards, dove ha lavorato per 50 anni, a partire dal 1951: i pixel.

La prima fotografia digitale infatti è una sua opera e se oggi possiamo scattare migliaia di immagini con il nostro cellulare e vederle sullo schermo, è merito suo.

La sua dunque è un’invenzione che ha rivoluzionato il mondo delle immagini e che non ha mai smesso di migliorare. Anche dopo essere andato in pensione infatti, ha continuato a lavorare sulla possibilità di creare pixel di forma variabile, invece di quelli quadrati che tutti conosciamo.

 

La ricerca continua e la voglia di migliorare un’invenzione rivoluzionaria

Ad 81 anni aveva iniziato a lavorare su un sistema di mascheramento con aree da 6 pixel x 6 che vengono poi suddivise in due sezioni in base al contrasto prima di fondere nuovamente i pixel. Anche se questa sua idea non ha mai preso piede, ci ricorda che anche ad 81 anni, alcune persone non smettono di sognare, di creare e di inventare.

E anche se il suo nome non è forse molto conosciuto, sappiate che rimane comunque impresso nei miliardi di foto che ogni giorno vengono scattate da macchine fotografiche digitali, professionali o non e dai nostri cellulari. In ognuno di quei miliardi di pixel c’è dentro il nome dell’uomo che lo ha reso possibile.

Valeria Magliani
Valeria Magliani
Instancabile giramondo, appassionata di viaggi, di scoperte e di scienza, ho iniziato l'attività di web-writer perché desideravo essere parte di quel meccanismo che diffonde curiosità e conoscenza. Dobbiamo conoscere, sapere, scoprire e viaggiare, il più possibile. Avremo così una vita migliore, in un mondo migliore.

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