Ancora una volta, un farmaco inizialmente pensato per ben altro, è risultato essere particolarmente utile per altre patologie. In questo caso specifico caso si sta parlando del morbo di Parkinson e della possibilità che un comune sciroppo per la tosse in circolazione da oltre quaranta anni. Nello specifico è l’ambroxolo che sarebbe in grado di trattare alcuni sintomi neurologici, come la demenza, un lato spesso messo in secondo piano con la suddetta malattia.
Lo studio al momento risulta essere particolarmente piccolo, ma apre nuove possibilità ed è molto importante riuscire a trovare nuovi farmaci efficaci. Ha interessato 47 volontari con una diagnosi del morbo di Parkinson. A 25 è stato dato un placebo giornaliero per un anno mentre al resto è stato dato lo sciroppo in questione. Il primo gruppo ha visto un evidente declino con un peggioramento dei sintomi neuropsichiatrici, aspetto non accaduto nel secondo gruppo.
Uno sciroppo per la tosse per aiutare con il morbo di Parkinson
Altri dati hanno visto come chi aveva una diagnosi di morbo di Parkinson con nel DNA la variante del gene GBA1 hanno vissuto un miglioramento in seguito alla dose giornaliera. Uno degli effetti del gene è ridurre l’attività dell’enzima GCase favorendo l’accumulo di proteine tossiche e ricerche precedenti sull’ambroxolo ne hanno sottolineato la capacità di aumentarne l’attività.
Le parole dei ricercatori: “Il nostro obiettivo era cambiare il corso della demenza parkinsoniana. Questo studio preliminare offre speranza e fornisce una solida base per studi più ampi. Questi risultati suggeriscono che l’ambroxolo possa proteggere le funzioni cerebrali, soprattutto nei soggetti geneticamente a rischio. Offre una nuova promettente via terapeutica, attualmente ancora poco disponibile. Se un farmaco come l’ambroxolo può aiutare, potrebbe offrire una vera speranza e migliorare la vita.”

