Pooductive, l’app per chattare in bagno

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Non c’è limite a ciò che può essere concepito dall’intelligenza di chi opera nel campo della multimedialità e del social. Ma questa notizia potrebbe decisamente sconvolgere ed incuriosire qualcuno di voi. La notizia proviene dal team di sviluppo dell’app Pooductive (nome che lascia poco spazio all’interpretazione personale).

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Dici davvero?

Il requisito essenziale dell’applicazione è che questa venga utilizzata con altri utenti che si trovano in bagno. Non è certo una visione conformistica circa l’utilizzo delle app di messaggistica ma il discorso è leggermente più profondo.

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 Da cosa nasce Pooductive?

L’idea non è una cosa campata per aria ma basa la sua efficacia su uno studio condotto da due studenti universitari che si sono cimentati nell’impresa. Il 75% delle persone è solito utilizzare il proprio dispositivo in bagno. Così Ricardo Gruber e Marco Hernandez, hanno deciso di lanciare Pooductive per iOS che offre la possibilità di aprire chat-room private o di gruppo con gente che utilizza contemporaneamente i servizi igienici.

L’applicazione concessa in forma gratuita conta ben 20.000 iscritti e dietro di essa si cela una strategia di marketing volta a sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’abbandono di alcune zone del mondo che non hanno disponibilità di acqua pulita.

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Come utilizzare i “servizi” offerti da Pooductive ?

Per far parte dell’ambita community è sufficiente scaricare l’applicazione ed inserire Username/Password. Non viene richiesto indirizzo email onde evitare commenti offensivi. É possibile utilizzare due diverse profilazioni per gli interlocutori:

  • Local
  • Global

Ai servizi igienici vengono attribuite calde parole di elogio. Tanto è vero che il motto recita: “Pooping for a purpose

 

“Il bagno è un luogo magico, un incubatore di creatività, un momento di pace e tranquillità dallo stress quotidiano”

Questo quanto affermato dagli studenti. Certo potrebbe essere accolta con dissenso o disgusto se non se ne comprendono le reali motivazioni. Gli studenti però parlano a ragion veduta.

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Conclusioni

Nonostante le dubbie perplessità concettuali, lo scopo sociale che gli sviluppatori si sono prefissi è nobile e potrebbe fare la differenza se adottato su larga scala dagli enti di beneficenza preposti allo scopo. Quindi contribuiamo alla promozione dell’igiene in quei paesi in via di sviluppo. In fondo, cosa ci costa?

 

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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