Alzheimer: l’effettivo positivo dell’Aloe vera

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In quella che sembra un’eterna lotta per la scoperta di qualcosa in grado di aiutarci contro il morbo di Alzheimer, qualcosa di più naturale rispetto a farmaci complessi sembra venirci in aiuto. Secondo un nuovo studio infatti, l’Aloe vera potrebbe basarsi su un composto in grado di di rallentare il decorso della malattia. Una scoperta particolare considerando che la pianta è usata per altri scopi medici e cosmetici in modo estensivo.

I ricercatori dell’Università Hassan II in Marocco hanno scoperto che il composto beta-sitosterolo presente nelle piante dell’Aloe vera può interagire in modo efficace con gli enzimi dietro il funzionamento del morbo di Alzheimer. Sono stati utilizzati modelli computerizzati per prevederne il funzionamento anche in relazione ad altri composti della pianta. L’aspetto più interessante riguarda il legame con l’acetilcolina, messaggero chimico che nelle persone con tale patologia tende a essere presente in maniera ridotta.

 

Sfruttare l’Aloe vera contro il morbo di Alzheimer

Valutando l’efficacia del beta-sitosterolo tramite l’analisi che prevede cinque punti, Assorbimento, Distribuzione, Metabolismo, Escrezione e Tossicità, hanno cercato di capire come poteva interagire con il nostro organismo. I risultati sembrano essere risultati buoni aprendo quindi nuove strade per potenziali farmaci contro il morbo di Alzheimer.

Le parole dei ricercatori: “I nostri risultati suggeriscono che il beta-sitosterolo, uno dei composti dell’aloe vera, presenta affinità di legame e stabilità significative, rendendolo un candidato promettente per ulteriori sviluppi farmacologici. L’analisi completa supporta il potenziale di questi composti come agenti terapeutici sicuri ed efficaci. Il nostro approccio in silico offre una direzione promettente per lo sviluppo di nuovi trattamenti per il morbo di Alzheimer.”

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