Alzheimer: come l’allenamento può proteggerci

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L’esercizio fisico è importante per rimanere in salute, e ormai dovrebbe essere chiaro a tutti. Non si parla solo di effetti positivi sul proprio corpo, o aspetti meno visibili, ma altrettanto concreti al nostro interno. C’è anche altro di molto meno visibile tanto che gli scienziati hanno individuato solo di recente. Un nuovo studio sui topi l’ha collegato alla possibilità di ridurre il rischio di Alzheimer.

Quello che è stato visto negli esperimenti in laboratorio è come l’esercizio porta ad aumento di una proteina specifica, la GPLD1 che a sua volta è associata a una migliore salute per il cervello. Serve a rafforzare la barriera a protezione dell’organo migliorandone la capacità di filtraggio rispetto agli elementi impuri e tossici per l’intero apparato collegati al declino cognitivo e al morbo di Alzheimer.

 

L’esercizio fisico può aiutare contro il morbo di Alzheimer

Questa scoperta non è importante solo per continuare a insistere sull’avere uno stile di vita migliore con la presenza di esercizio fisico, ma apre a nuove strade per possibili trattamenti. Agendo sul GPLD1 infatti, si possono mitigare gli effetti negativi di chi ha già una diagnosi di Alzheimer.

Le parole dei ricercatori: “Questa scoperta mostra quanto sia importante il corpo per comprendere come il cervello diminuisce con l’età. Siamo stati in grado di sfruttare questo meccanismo in età avanzata per i topi, e ha funzionato ancora. Stiamo scoprendo la biologia che la ricerca sull’Alzheimer ha ampiamente trascurato. Potrebbe aprire nuove possibilità terapeutiche oltre le strategie tradizionali che si concentrano quasi esclusivamente sul cervello.”

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