Studi in passato sono riusciti a dimostrare che riducendo l’apporto calorico in alcune specie animali, quest’ultime sperimentano un aumento della longevità. Si parla di topi, ma anche di specie più vicine a noi come le scimmie rhesus. Si parla comunque di un equilibrio precario in quanto una riduzione eccessiva delle calorie ingerite può portare a una suscettibilità maggiore nei confronti di possibili infezioni, di solito una riduzione maggiore del 40%.
Partendo da questo punto, i ricercatori sperano di trovare un modo in cui anche le persone possano beneficiare di una vita allungata tenendo lontano però il rischio degli effetti collaterali della riduzione delle calorie. Un nuovo studio ha dimostrato un collegamento con una proteina chiamata semplicemente C3. Il risultati dopo due anno di sperimentazioni è che nonostante una riduzione dell’apporto calorico del 14%, i volontari hanno addirittura sperimentato un aumento delle difese immunitarie.
Sfruttare le calorie per vivere più a lungo, e in salute
Nello studio portato avanti dall’Università di Yale, sono stati prelevati i campioni di plasma di 42 individui che hanno sostenuto una dieta specifica. È stata notata una riduzione della proteina C3 suggerendo un suo ruolo delle difese immunitarie. Al contrario, l’aumento dell’età porta a una maggiore produzione della stessa che in caso di riduzione calorie precisa, può soppesare. C’è ancora da capire per quale motivo la proteina abbia un tale peso nel nostro organismo.
Le parole dei ricercatori: “Questo concetto dimostra che l’invecchiamento è in realtà malleabile e un processo che può essere preso di mira. È l’unico studio di questo tipo che è stato condotto con tale rigore e controllo e dimostra rilevanza per la fisiologia umana, ma gli effetti causali del C3 nell’invecchiamento e nell’infiammazione cronica non sono stati identificati. Quindi, siamo stati molto entusiasti di scoprirlo nel nostro studio. Non ce lo aspettavamo perché queste proteine sono sintetizzate principalmente nel fegato.”

