Ci sono moltissime malattie in grado di spaventare, ma il cancro rimane una delle condizioni di cui si ha più paura e i motivi possono essere diversi. Da un lato possono essere forme incurabili o se lo sono, i trattamenti stessi sono particolarmente invasivi. Un altro motivo è l’apparente casualità con cui compaiono che rendono ogni persona potenzialmente a rischio. O forse non è proprio così. Secondo l’OMS infatti, quasi la metà risulterebbe essere prevenibile del tutto.
Nello specifico, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le forme di cancro che colpiscono i polmoni, lo stomaco e la cervice uterina si possono prevenire e si tratta di quasi la metà dei casi globali. Parliamo di fattori di rischio semplici come il fumo, il consumo di alcol, eccessivo grasso, poca attività fisica, l’inquinamento atmosferico e altro ancora. I primi due fattori però, sono quelli con una percentuale più alta ed eliminarli dalle proprie abitudini significa abbassare di molto il rischio.
Difendersi dal cancro andando a prevenirlo
Per le donne, quindi nello specifico il cancro alla cervice uterina, le infezioni risultano essere tra le cause principali. Sono causate dal papillomavirus umano che allo stato attuale può essere prevenuto grazie a un vaccino. In generali quindi si parla di cambiare comportamento e abitudini, sia alimentari che di stile di vita.
Le parole del’OMS: “Questo studio fondamentale rappresenta una valutazione completa dei tumori prevenibili a livello mondiale, includendo per la prima volta le cause infettive del cancro insieme ai rischi comportamentali, ambientali e professionali. Questa è la prima analisi globale a dimostrare quanto del rischio di cancro derivi da cause che possiamo prevenire. In sintesi, quasi 4 casi di cancro su 10 a livello mondiale nel 2022 avrebbero potuto essere prevenuti eliminando l’esposizione ai fattori di rischio. In definitiva, i nostri risultati rafforzano l’appello a una prevenzione efficace del cancro, che richiede un impegno politico costante e investimenti mirati ai profili di rischio specifici delle popolazioni di tutto il mondo.”

