Ceci coltivati nella polvere lunare: il test per il cibo sulla Luna

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Mentre le agenzie spaziali progettano missioni sempre più lunghe oltre la Terra, una delle domande più concrete riguarda il cibo per gli astronauti. Trasportare tutte le provviste dalla Terra diventerebbe infatti estremamente costoso e logisticamente complesso, soprattutto se si pensa alla creazione di basi permanenti sulla Luna.

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università del Texas offre una possibile soluzione: coltivare piante direttamente sulla superficie lunare. Nel loro esperimento, gli scienziati sono riusciti a far crescere ceci in un materiale che riproduce le caratteristiche della regolite lunare, la polvere minerale che ricopre il suolo della Luna.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, rappresenta un passo importante verso lo sviluppo di sistemi agricoli nello spazio, indispensabili per le future missioni di lunga durata.

Il problema della regolite lunare

A differenza del suolo terrestre, la regolite lunare non è un terreno fertile. Si tratta di una miscela di polveri e frammenti rocciosi formati da miliardi di anni di impatti meteoritici.

Questo materiale presenta diverse difficoltà per la coltivazione:

  • assenza di materia organica, fondamentale per la fertilità del suolo
  • mancanza di microrganismi, che normalmente aiutano le piante ad assorbire i nutrienti
  • presenza di metalli potenzialmente tossici

In altre parole, la regolite non offre naturalmente le condizioni ideali per la crescita delle piante.

Per superare questo problema, i ricercatori hanno utilizzato un simulante di regolite lunare, sviluppato a partire dai dati raccolti durante le missioni Apollo della NASA. Questo materiale imita le proprietà chimiche e fisiche della polvere lunare, permettendo di testare tecniche agricole senza dover lavorare con i rarissimi campioni reali.

Il ruolo del vermicompost

La chiave del successo dell’esperimento è stata l’aggiunta di vermicompost, un fertilizzante naturale prodotto dai lombrichi attraverso la decomposizione di rifiuti organici.

Il vermicompost è ricco di:

  • nutrienti essenziali per le piante
  • microrganismi benefici
  • sostanze che migliorano la struttura del suolo

In un contesto spaziale, questo materiale potrebbe essere prodotto direttamente dagli astronauti utilizzando rifiuti organici della missione, come scarti alimentari, indumenti in cotone o prodotti per l’igiene.

Questo sistema permetterebbe di creare un ciclo quasi chiuso di risorse, riducendo la necessità di rifornimenti dalla Terra.

L’aiuto dei funghi simbiotici

Un altro elemento fondamentale dell’esperimento è stato l’uso di funghi micorrizici arbuscolari, microrganismi che stabiliscono una relazione simbiotica con le radici delle piante.

Questi funghi svolgono diversi ruoli importanti:

  • migliorano l’assorbimento dei nutrienti
  • aiutano le piante a tollerare condizioni difficili
  • possono ridurre l’assorbimento di metalli pesanti

Prima della semina, i semi di ceci sono stati trattati con questi funghi. I risultati hanno mostrato che le piante con micorrize avevano maggiori probabilità di sopravvivere e svilupparsi, anche in condizioni difficili.

Gli scienziati hanno anche osservato che i funghi sono riusciti a stabilizzarsi nel substrato, suggerendo che in un sistema agricolo lunare potrebbe essere sufficiente introdurli una sola volta.

Quanto suolo lunare possono tollerare le piante

Durante l’esperimento, i ricercatori hanno testato diversi livelli di regolite simulata mescolata con materiale organico.

I risultati hanno mostrato che le piante di ceci riuscivano a crescere in substrati contenenti fino al 75% di regolite simulata. Quando la percentuale aumentava ulteriormente, lo sviluppo diventava molto più difficile e molte piante morivano prima di maturare.

Nonostante queste difficoltà, i ceci trattati con i funghi micorrizici hanno dimostrato una maggiore resistenza rispetto a quelli non trattati.

Questo risultato suggerisce che, con le giuste tecniche di gestione del suolo, la coltivazione agricola sulla Luna potrebbe essere possibile.

La grande domanda: si potranno mangiare?

Anche se l’esperimento ha dimostrato che i ceci possono crescere in condizioni simili a quelle lunari, resta una questione fondamentale: saranno sicuri da mangiare?

La regolite lunare contiene diversi elementi chimici che potrebbero accumularsi nei tessuti delle piante. Per questo motivo, la fase successiva della ricerca sarà analizzare:

  • l’eventuale presenza di metalli pesanti nei semi
  • il valore nutrizionale del raccolto
  • la sicurezza alimentare per gli astronauti

Solo dopo questi test sarà possibile capire se questi ceci potranno davvero entrare nella dieta delle future missioni spaziali.

Verso l’agricoltura nello spazio

Coltivare piante sulla Luna o su altri corpi celesti è una delle sfide più importanti per l’esplorazione spaziale del futuro. Le missioni previste dal programma Artemis della NASA puntano infatti a creare una presenza umana stabile sulla superficie lunare nei prossimi decenni.

In questo scenario, la capacità di produrre cibo fresco nello spazio potrebbe diventare fondamentale non solo per la sopravvivenza degli astronauti, ma anche per il loro benessere psicologico e nutrizionale.

L’esperimento con i ceci dimostra che, anche in ambienti estremi come la polvere lunare, la vita vegetale può adattarsi se supportata da tecniche biologiche e sistemi di riciclo delle risorse.

In futuro, serre lunari alimentate da luce artificiale e fertilizzate con materiali riciclati potrebbero diventare parte integrante delle basi spaziali, trasformando un terreno apparentemente sterile in un nuovo tipo di agricoltura extraterrestre.

Foto di jacqueline macou da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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