La depressione può essere associata a cambiamenti nella struttura stessa del cervello, ma può cambiare a seconda della persona affetta. Uno studio tedesco ha sottoposto persone con diagnosi e non a tre-sei risonanze magnetiche a distanza di circa due anni. I ricercatori si sono concentrati in particolare ippocampo, insula e corteccia prefrontale dorsolaterale, le cui funzioni sono rispettivamente memoria e regolazione delle emozioni, elaborazione dei segnali corporei ed emotivi e funzioni esecutive. Uno studio unico per come ha affrontato il cambiamento strutturale nel tempo.
Per valutare il peso complessivo della depressione, gli studiosi hanno considerato la durata della malattia, il numero di episodi depressivi, il tempo trascorso in depressione ed eventuali ricoveri ospedalieri. Le persone caratterizzate da un decorso più lungo tendevano a mostrare una riduzione più rapida della materia grigia una diagnosi di depressione non era sufficiente a prevedere lo stesso andamento cerebrale in tutti i partecipanti. Ad essere più importante sembrava il modo in cui la malattia evolveva nel corso degli anni.
L’effetto sul cervello della depressione
Alcune persone attraversano episodi depressivi e poi recuperano, mentre altre presentano ricadute frequenti o rimangono sintomatiche per periodi più allungati. È possibile che caratteristiche cerebrali preesistenti favoriscano le forme più persistenti della depressione. Ma anche lo stress, le condizioni fisiche, l’ambiente dove si vive, lo stile di vita e altro ancora aiuta a influenzare il decorso. Gli autori hanno considerato l’uso complessivo dei farmaci, ma non hanno potuto separare completamente gli effetti dei singoli trattamenti.
I risultati devono inoltre essere interpretati alla luce di diversi limiti come il gruppo relativamente piccolo di studio. Alcune associazioni, soprattutto quelle relative all’ippocampo, cambiavano a seconda dei dati e dei metodi statistici utilizzati. Un’analisi indipendente ha prodotto risultati parzialmente discordanti. Le variazioni osservate erano inoltre circoscritte a piccole aree cerebrali. Il dato centrale è che il decorso della depressione sembra essere più informativo della semplice presenza della diagnosi e nei partecipanti con un andamento più favorevole, la struttura cerebrale è rimasta relativamente stabile.
