Ci sono informazioni riconosciute a cui la scienza a volte fa fatica a trovare una motivazione. Una di queste è il fatto che vivere in alta quota riduce il rischio di sviluppare il diabete. Un nuovo studio però, basato due entrambe le forme più comuni, ha scoperto l’effettivo collegamento. Detto in maniera semplice, i globuli rossi, con la rarefazione dell’aria, arrivano ad assorbire il glucosio.
La capacità dei globuli rossi di assorbire il glucosio porta a un abbassamento dei livelli di glicemia. Apparentemente, in una situazione del genere, l’organismo migliora il trasporto dell’ossigeno. Essendo meno presenta, bisogna sfruttarlo al massimo. Si tratta di una scoperta di un cosa che già avveniva, ma potrebbe aiutare a creare nuovi trattamenti e aiutare chi soffre di diabete.
L’aria di montagna per il diabete
Più si vive in alta quota, più l’apporto di ossigeno cambia, più l’organismo subisce delle trasformazioni profonde. Riuscire a scoprire cosa attiva certi fenomeni può aiutare la medicina a intraprendere nuove strade. I risultati ottenuti dallo studio sono basato su modelli murini, ovvero topi. Ma da questo punto di vista, l’uomo non è poi così diverso.
Le parole dei ricercatori: “Ciò che mi ha sorpreso di più è stata l’entità dell’effetto. I globuli rossi sono generalmente considerati trasportatori passivi di ossigeno. Eppure, abbiamo scoperto che possono contribuire in modo sostanziale al consumo di glucosio dell’intero organismo, soprattutto in condizioni di ipossia. Questo è solo l’inizio. C’è ancora molto da imparare su come l’intero organismo si adatta ai cambiamenti di ossigeno e su come potremmo sfruttare questi meccanismi per trattare una serie di patologie.”

