Il mito del maschio alfa: la scienza smonta uno stereotipo sociale

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Per decenni ci siamo abituati a pensare alla figura del maschio alfa come dominante per natura, nel mondo animale così come nelle dinamiche umane. Ma un nuovo studio pubblicato su PNAS ribalta questa convinzione, dimostrando che tra i primati la dominanza maschile è tutt’altro che universale.

Il team di ricerca franco-tedesco ha analizzato i comportamenti gerarchici di 121 specie di primati, includendo 253 popolazioni in habitat differenti. I dati raccolti nel corso di cinque anni hanno portato a una conclusione sorprendente: nel 70% dei casi, maschi e femmine condividono i vertici della gerarchia sociale.

Chi comanda davvero nei gruppi di primati?

Il mito del maschio che comanda, combatte e conquista si è radicato anche perché alcune delle specie a noi più vicine – come babbuini e scimpanzé – mostrano effettivamente una netta predominanza maschile. Ma queste rappresentano solo il 17% del totale.

Dall’altra parte dello spettro, troviamo i bonobo, dove la sessualità è diffusa e meno legata all’ovulazione, e i lemuri, noti per società con forte dominanza femminile. Ma la maggior parte delle specie osservate presenta dinamiche flessibili e contestuali, dove la gerarchia dipende da fattori ambientali, riproduttivi e sociali, non solo dalla forza fisica.

Dominanza e ambiente: cosa cambia

Lo studio mostra che:

  • La dominanza maschile è più frequente nelle specie terrestri, dove le femmine hanno minori possibilità di fuggire dai conflitti.
  • I vantaggi fisici maschili, come denti o muscoli, influenzano la gerarchia.
  • La dominanza femminile è più comune dove le femmine controllano l’accoppiamento o quando i maschi contribuiscono attivamente alla cura della prole.
  • La monogamia tende ad essere legata a un maggiore potere decisionale femminile.

E gli esseri umani dove si collocano?

Secondo la biologa Elise Huchard, principale autrice dello studio, gli esseri umani sono un caso intermedio. Le società dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori, per esempio, mostravano una maggiore parità tra i sessi rispetto a quelle agricole, dove la divisione dei ruoli ha rafforzato strutture patriarcali.

Non siamo dunque programmati per essere dominati da un “maschio alfa”: il potere e la leadership, anche tra i primati, sono più complessi, condivisi e negoziati di quanto gli stereotipi culturali vogliano farci credere.

Il vero potere è nella collaborazione

La ricerca offre una lezione chiara: la supremazia del maschio alfa è più narrazione che realtà biologica. In natura, come nella società, la cooperazione e l’adattabilità contano più della forza bruta.

Ed è forse il momento di lasciare alle spalle certe metafore obsolete, per aprirci a modelli più realistici, dinamici e paritari. Anche perché, come dimostra la scienza, non c’è un solo modo per guidare un gruppo — e spesso, il più efficace non è quello più rumoroso.

Foto di kiia da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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