La Terra è l’unico pianeta roccioso del Sistema Solare ad aver sviluppato la vita. Ma perché? Secondo un recente studio, una parte della risposta risiede in un evento catastrofico avvenuto oltre 4 miliardi di anni fa: l’impatto con Theia, il corpo celeste che ha dato origine alla Luna. Oltre a scolpire il nostro satellite, quell’urto potrebbe aver anche seminato il nostro pianeta con materiali chiave per la vita, come il carbonio.
Theia: molto più di un impatto
Lo studio, guidato dall’astrofisico Duarte Branco e in pubblicazione sulla rivista Icarus, ha simulato la formazione del Sistema Solare per comprendere la distribuzione dei materiali chimici nei pianeti. In particolare, si è cercato di ricostruire come la Terra abbia acquisito una quantità sorprendente di condriti carboniose (CC), meteoriti ricche di acqua e composti organici.
Le simulazioni indicano che Theia potrebbe essere stato un corpo CC o averne inglobato uno prima di impattare la Terra, arricchendola di elementi cruciali per l’origine della vita.
Giove, Theia e l’effetto domino della vita
I risultati mostrano che la migrazione dei pianeti giganti, in particolare Giove, ha avuto un ruolo decisivo. Spostandosi nella sua orbita attuale, il gigante gassoso avrebbe spinto verso l’interno del Sistema Solare materiale CC proveniente dalle regioni più esterne, rendendolo accessibile a Theia e agli embrioni planetari in formazione.
Senza Giove, la Terra potrebbe non aver mai ricevuto abbastanza carbonio, acqua e composti volatili per diventare abitabile.
Perché Marte è diverso?
Una domanda fondamentale a cui lo studio cerca di rispondere è: perché Marte non ha la stessa abbondanza di materiale CC della Terra?
Le simulazioni mostrano che, se solo i planetesimi più piccoli avessero trasportato materiale CC, Marte e Terra avrebbero quantità simili di carbonio. Invece, è probabile che solo la Terra abbia subito un impatto finale con un embrione planetario CC, ovvero Theia. Questo spiegherebbe il vantaggio biochimico della Terra rispetto al Pianeta Rosso.
Un puzzle cosmico straordinario
Il lavoro di Branco e colleghi ci ricorda che l’abitabilità è frutto di una serie di coincidenze cosmiche. L’impatto con Theia, la posizione giusta nel Sistema Solare, la presenza di pianeti giganti, tutto ha contribuito a creare le condizioni per la vita.
Forse non basta trovarsi nella “zona abitabile” di una stella. Potrebbero servire impatti fortunati, migrazioni planetarie e tempismo perfetto.
La Luna come chiave della vita
Se Theia ha davvero portato con sé materiali carboniosi nella collisione che ha generato la Luna, potremmo dover ringraziare quel cataclisma per la nostra stessa esistenza. E questa nuova prospettiva apre interrogativi cruciali nella ricerca di altri mondi abitabili: quante “Theia” hanno colpito altri pianeti là fuori?
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