Ci sono diversi integratori che ormai sono entrati nella vita di tutti quanti che alla peggio non servono a niente, ma nei migliori dei casi possono aiutare la propria salute. Tra questi c’è l’omega-3 e secondo una nuova ricerca, potrebbe esserci un rischio molto grosso e finora passato inosservato. Si parla della capacità di interferire con i processi fisiologici dedicati alla riparazione cerebrale, quasi paradossale visto che questi acidi grassi sono visti proprio per la buona salute dell’organo in questione.
Lo studio è stato condotto su dei topi in laboratorio su degli esemplari con lievi trami cranici. L’utilizzo degli integratori di omega-3 come aggiunta alla dieta, nello specifico l’acido eicosapentaeonico, ha portato a risultati peggiori nei test cognitivi proprio in seguito alle lesioni, soprattutto la memoria spaziale e l’apprendimento.
Non tutti gli integratori non hanno effetti collaterali
Detto questo, ci sono stati altri integratori basandosi su acidi diversi come il DHA che non hanno interferito con il processo del mantenimento delle cellule del cervello. Il passaggio successivo è capire come questi effetti collaterali possano interessare anche le persone e non solo degli animali in test da laboratorio.
Le parole dei ricercatori: “Gli integratori di olio di pesce sono ovunque e le persone li assumono per svariati motivi, spesso senza una chiara comprensione dei loro effetti a lungo termine. Ma in termini di neuroscienze, non sappiamo ancora se il cervello abbia sviluppato resilienza o resistenza a questo integratore. Ecco perché il nostro è il primo studio di questo tipo nel settore. Apre un nuovo dibattito sulla nutrizione di precisione nelle neuroscienze e fornisce al settore un quadro di riferimento per porre domande migliori e più verificabili.”

