Marte non è rotondo: la colpa è di una luna perduta chiamata Nerio

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Siamo abituati a immaginare i pianeti come sfere quasi perfette, ma Marte ha una forma irregolare, simile a un pallone da rugby, con tre assi di lunghezza diversa.

Questa triassialità è particolarmente evidente in due regioni:

  • Tharsis, un altopiano vulcanico con giganteschi rilievi
  • Syrtis Major, un’area basaltica situata sul lato opposto del pianeta

Ma cosa ha causato questa strana forma? La risposta potrebbe essere… una luna scomparsa.

L’effetto marea di Nerio: la luna che non c’è più

Secondo lo studio dell’astronomo Michael Efroimsky dell’Osservatorio Navale degli Stati Uniti, Marte non è nato con questa forma. A deformarlo sarebbe stata una luna chiamata Nerio, oggi scomparsa.

Come la nostra Luna crea le maree terrestri, Nerio avrebbe esercitato una forza gravitazionale tale da “tirare” la crosta marziana, generando sporgenze e depressioni.

Il pianeta, all’epoca ancora geologicamente plastico, si sarebbe deformato in modo permanente man mano che si raffreddava, “congelando” la sua forma distorta nella crosta.

La luna scomparsa e la geologia di Marte

Lo studio ipotizza che Nerio orbitasse in modo sincrono attorno a Marte, mostrando sempre la stessa faccia al pianeta (come la nostra Luna fa con la Terra).

Questo allineamento avrebbe causato:

  • Un rigonfiamento lungo un asse principale
  • Un indebolimento della crosta nelle zone più sollevate
  • Una maggiore attività vulcanica e tettonica in quelle aree, come la regione di Tharsis

Nerio non era una luna gigantesca: bastava che avesse un terzo della massa della nostra Luna per provocare queste conseguenze.

Che fine ha fatto Nerio?

Nerio oggi non esiste più. Lo studio ipotizza due scenari:

  • Potrebbe essere stata distrutta da una collisione
  • Oppure espulsa da un’interazione gravitazionale con un altro corpo celeste

Oggi Marte ha solo due piccole lune: Phobos e Deimos, troppo leggere per causare effetti simili.

Un nuovo modo di vedere i pianeti

Questa teoria non cambia solo il nostro modo di guardare Marte. Ci suggerisce che la forma di un pianeta può conservare tracce di eventi antichi, anche di satelliti ormai scomparsi.

La proposta di Efroimsky, ancora in fase preliminare (è stata pubblicata su arXiv, in attesa di revisione), invita gli scienziati a rileggere le forme dei pianeti come se fossero testimonianze fossili della loro storia orbitale.

La strana forma di Marte potrebbe non essere il risultato di eventi casuali, ma il segno indelebile di una relazione antica con una luna perduta, Nerio.

Una nuova prospettiva che apre affascinanti scenari sulla storia invisibile dei pianeti, scolpita non solo da vulcani e crateri, ma anche da satelliti che, pur scomparsi, hanno lasciato il loro marchio nella geologia.

Foto di Thomas Huber da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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