Il 12 e il 13 agosto, due neonati prematuri ricoverati presso l’ospedale San Maurizio di Bolzano sono deceduti a causa di una grave sepsi. Entrambi, nati in condizioni critiche alla 23ª e 27ª settimana di gestazione e con un peso inferiore a un chilogrammo, non sono sopravvissuti all’infezione da Serratia marcescens.
Quest’ultimo è un microrganismo ambientale comune, spesso benigno per gli adulti, ma particolarmente pericoloso per neonati fragili. È noto per causare infezioni nosocomiali come sepsi, meningiti, polmoniti e infezioni del sangue, soprattutto nei reparti di terapia intensiva neonatale.
Tragedia a Bolzano: scoperto il batterio che ha ucciso due neonati prematuri
Il microrganismo è spesso individuato in ambienti umidi all’interno degli ospedali: lavandini, sistemi di condizionamento, apparecchiature mediche, ma anche distributori di sapone e shampoo. Ha un’alta resilienza ambientale, rendendo difficile la sua eliminazione anche con le normali pratiche igieniche.
Le prime indagini condotte dai NAS dei carabinieri hanno rilevato la presenza del batterio nei beccucci e nei dispenser del sapone usato per sterilizzare biberon e tettarelle. Le ipotesi principali in campo sono: contaminazione esterna per uso da personale già infetto, dispenser sporco, contaminazione del detergente stesso prima dell’apertura, o proliferazione per un uso scorretto (es. aggiunta di acqua contaminata, cattiva conservazione).
In risposta all’emergenza, l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha sospeso l’uso del detergente sospetto in tutti gli ospedali della provincia su disposizione dell’autorità giudiziaria. Il reparto di terapia intensiva neonatale è stato completamente disinfettato e sottoposto a analisi ambientali e screening periodico sui neonati.
Passi fondamentali per evitare nuove tragedie
Gli altri dieci neonati ricoverati sono stati trasferiti in un’area separata del reparto e monitorati costantemente. Nei prossimi giorni, non verranno accolti altri casi di prematurità ad alto rischio nell’ospedale di Bolzano: le future gravidanze ad alto rischio saranno indirizzate all’ospedale di Trento, dove avverrà il trasferimento in collaborazione con il Santa Chiara.
La Procura di Bolzano, insieme all’unità NAS, sta approfondendo il caso per verificare eventuali carenze nei protocolli igienico-sanitari e trasmissioni colpose. Verrà valutata anche l’opportunità di autopsie per chiarire le responsabilità e l’accertamento di eventuali illeciti.
Il tragico evento evidenzia quanto siano fragili i pazienti prematuri e quanto sia cruciale il rigore nelle pratiche igieniche nei reparti sensibili. Il Serratia marcescens, per quanto diffuso nell’ambiente e a volte sottovalutato, può provocare esiti fatali. Prevenzione, controllo di qualità dei prodotti e continui controlli ambientali diventano passi fondamentali per evitare nuove tragedie.
Foto di Gabriel Tovar su Unsplash

