Nel tentativo di trovare una possibile soluzione al morbo di Parkinson, tra le malattie neurodegenerative più comuni nel mondo, una ricerca si è imbattuta in un possibile trattamento rivoluzionario. Utilizzando l’anidride carbonica si può di fatto attivare il sistema di pulizia del cervello che serve per eliminare le scorie, e queste c’è l’accumulo di sostanze tossiche indiziate. Si tratta di ingannare l’organo a far partire una funzione che di base funziona già, di norma mentre dormiamo.
La ricerca condotta da un team statunitense e messicano prevede l’inalazione controllare di anidride carbonica per brevi periodi. Durante questo processo, nel sangue si è visto un afflusso maggiore di sostanze tossiche in uscita, implicando quindi un processo di pulizia in atto. Come detto, il cervello svolge tale funziona quando si dorme e infatti uno dei sintomi principali legati al morbo di Parkinson sono i disturbi del sonno.
Parkinson, anidride carbonica e dormire
Lo studio, al momento piccolo, si è basato su 63 anziani dei quali 30 con una diagnosi di Parkinson già in essere. Tra esami del sangue e risonanze magnetiche tra diversi cicli di respirazione di anidride carbonica, si è visto un’alterazione dei flussi del sangue e del liquido cerebrospinale con conseguente aumento dei prodotti di scarto in uscita.
Le parole dei ricercatori: “Abbiamo riflettuto su come potenziare questa risposta. Fu allora che ci rendemmo conto che potevamo riprodurre, in stato di veglia, la risposta di compensazione glinfatica solitamente associata al sonno profondo, utilizzando CO₂ intermittente. L’ipercapnia intermittente potrebbe essere in grado di eliminare peptidi e proteine implicati nell’Alzheimer, evidenziandone il potenziale come terapia modificatrice della malattia per i pazienti affetti da Alzheimer, ma anche di Parkinson.”

