Perché le giraffe hanno la lingua viola scuro?

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Tra le caratteristiche più affascinanti delle Giraffa ce n’è una che spesso passa inosservata: la lingua. Oltre a essere incredibilmente lunga e agile, ha un colore viola scuro tendente al nero che continua a incuriosire biologi e zoologi.

Le giraffe trascorrono gran parte della giornata mangiando foglie, germogli e fiori degli alberi africani, dedicando anche 12 ore al giorno alla ricerca di cibo. Per raggiungere i rami più alti e aggirare le spine, questi animali hanno sviluppato una lingua straordinaria lunga tra i 45 e i 50 centimetri.

Ma ciò che colpisce davvero è il suo colore scuro, molto diverso dal rosa tipico della maggior parte dei mammiferi.

Le quattro specie di giraffa riconosciute

Attualmente gli studiosi riconoscono quattro specie principali di giraffe, tutte originarie dell’Africa:

  • Giraffa camelopardalis
  • Giraffa reticulata
  • Giraffa tippelskirchi
  • Giraffa giraffa

Nonostante differenze nel mantello e nella distribuzione geografica, tutte condividono questa particolare lingua violacea.

Il colore viola serve contro il sole?

La spiegazione più diffusa riguarda la protezione dai raggi ultravioletti.

Secondo molti esperti, la lingua delle giraffe contiene elevate quantità di melanina, in particolare di eumelanina, il pigmento responsabile delle tonalità scure nella pelle e nei tessuti animali.

La presenza di questo pigmento potrebbe funzionare come una sorta di “crema solare naturale”. Considerando che le giraffe passano ore con la lingua esposta mentre si alimentano sotto il sole africano, una protezione aggiuntiva contro i raggi UV sarebbe estremamente utile.

La lingua, infatti, è continuamente fuori dalla bocca durante la ricerca del cibo e rischierebbe facilmente danni o scottature.

Una protezione anche contro le spine

La lingua delle giraffe non deve affrontare soltanto il sole. Molti degli alberi di cui si nutrono, come le acacie, sono pieni di spine appuntite.

Per questo motivo la superficie della lingua è ricoperta da papille spesse e resistenti, che aiutano l’animale a manipolare i rami senza ferirsi continuamente.

La combinazione tra elasticità, resistenza e sensibilità permette alle giraffe di afferrare con precisione le foglie evitando gran parte delle spine.

Il mistero dell’okapi

Non tutti gli studiosi, però, sono convinti che il colore scuro serva esclusivamente a proteggere dal sole.

Un elemento che alimenta il dibattito è l’Okapia johnstoni, il parente più vicino della giraffa.

L’okapi vive nelle fitte foreste della Repubblica Democratica del Congo, un ambiente molto meno esposto alla luce diretta rispetto alla savana africana. Eppure possiede anch’esso una lingua viola scuro.

Questo dettaglio suggerisce che potrebbero esistere altre funzioni biologiche ancora poco comprese. Alcuni ricercatori ipotizzano che il pigmento possa offrire una protezione generale dei tessuti o essere legato a particolari caratteristiche evolutive condivise tra le due specie.

Altri fanno notare che anche gli okapi si alimentano spesso nelle radure della foresta, dove il sole riesce comunque a filtrare.

Non sono gli unici animali con lingue insolite

Le giraffe non sono le sole creature ad avere una lingua dai colori sorprendenti.

I cuccioli di Ursus maritimus, ad esempio, nascono con una lingua rosa che tende a diventare blu-violacea crescendo. Anche in questo caso si pensa che la pigmentazione scura possa avere una funzione protettiva contro i raggi UV.

Un altro esempio curioso è rappresentato dalle lucertole del genere Tiliqua, famose per la loro lingua blu brillante. Questi rettili la mostrano quando si sentono minacciati, probabilmente per spaventare i predatori o comunicare con altri individui.

Un dettaglio evolutivo ancora pieno di domande

La lingua viola delle giraffe è un perfetto esempio di come l’evoluzione riesca a produrre adattamenti straordinari anche nei dettagli apparentemente più strani.

Ciò che per noi appare insolito potrebbe essere il risultato di milioni di anni di selezione naturale, modellata dal sole africano, dall’alimentazione e dalla sopravvivenza.

E anche se gli scienziati non hanno ancora una risposta definitiva, una cosa è certa: dietro quel colore scuro si nasconde molto più di una semplice curiosità estetica.

Foto di ejakob da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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