L’11 settembre 2001 è ricordato come il giorno dell’attacco terroristico più mortale della storia degli Stati Uniti. Il bilancio ufficiale parla di 2.977 vittime, escluse le 19 persone coinvolte nei dirottamenti. Ma quel numero, ormai, non racconta più tutta la verità.
A quasi venticinque anni di distanza, le conseguenze di quella giornata continuano a manifestarsi. E il numero delle vittime, silenziosamente, continua a salire.
Quel giorno: una ferita immediata e una a lungo termine
La mattina dell’11 settembre quattro aerei commerciali furono dirottati da membri di al-Qaeda. Due si schiantarono contro le Torri Gemelle del World Trade Center a New York, uno contro il Pentagono e un quarto precipitò in Pennsylvania dopo la reazione dei passeggeri.
La maggior parte delle vittime morì sul colpo:
- 2.606 persone al World Trade Center
- 125 al Pentagono
- 246 tra passeggeri ed equipaggio dei voli
Ma mentre il mondo contava i morti immediati, si stava formando un altro campo di battaglia, invisibile e destinato a durare decenni.
La polvere: un’eredità tossica
Il crollo delle Torri Gemelle polverizzò edifici, uffici, materiali industriali e tecnologici, liberando nell’aria una miscela altamente tossica. Per mesi, Lower Manhattan fu avvolta da polveri e fumi contenenti:
- cemento e vetro micronizzato
- silice e amianto
- piombo e carburante per aerei
- diossine e idrocarburi cancerogeni
Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), circa 400.000 persone furono esposte direttamente o indirettamente a questi contaminanti: residenti, studenti, lavoratori, soccorritori, vigili del fuoco, poliziotti e squadre di bonifica.
Molti di loro continuarono a lavorare tra le macerie senza protezioni adeguate, ignari degli effetti a lungo termine.
Le vittime che arrivano dopo
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco di New York perse 343 membri il giorno stesso degli attacchi. Negli anni successivi, il numero dei decessi tra i vigili del fuoco per malattie correlate all’11 settembre ha superato quota 370.
Dal 2011, il World Trade Center Health Program del CDC offre monitoraggio e cure mediche ai soggetti esposti. Oggi:
- oltre 136.000 persone sono iscritte al programma
- circa 90.000 hanno ricevuto una diagnosi di malattia legata all’11 settembre
Le patologie più comuni includono:
- diversi tipi di cancro (pelle, prostata, seno)
- asma, bronchite cronica e BPCO
- rinosinusite cronica
- disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
- malattie infiammatorie rare, come la sarcoidosi
Il tempo come nemico silenzioso
Una delle ragioni per cui il bilancio continua a crescere è il periodo di latenza di molte malattie. Alcuni tumori impiegano decenni prima di manifestarsi.
Il mesotelioma, ad esempio, associato all’esposizione all’amianto, ha una latenza media di 30 anni. Gli esperti prevedono che i casi possano aumentare significativamente proprio nei prossimi anni tra soccorritori e sopravvissuti.
A marzo 2024, 6.897 membri del programma sanitario del WTC risultavano deceduti. Il dato include tutte le cause di morte, ma mostra chiaramente che l’impatto dell’11 settembre non appartiene solo al passato.
Una tragedia che non ha ancora finito di parlare
L’11 settembre non è stato solo un evento storico, ma un’esposizione di massa a sostanze tossiche, stress estremo e trauma psicologico. Le sue conseguenze continuano a emergere nei corpi e nelle vite di chi quel giorno c’era — e di chi è rimasto a respirarne le polveri.
Il tempo non ha chiuso quella ferita.
L’ha solo resa meno visibile.
E il bilancio, ancora oggi, continua a cambiare.
Foto di Foundry Co da Pixabay

