Topi paralizzati tornano a camminare: nuovo impianto al midollo spinale

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Una scoperta rivoluzionaria in ambito neuroscientifico riaccende la speranza per milioni di persone affette da lesioni del midollo spinale. Un team di ricercatori dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, ha sviluppato un impianto in grado di ripristinare la mobilità nei ratti paralizzati, aprendo scenari promettenti anche per l’uomo.

Il problema: lesioni spinali ancora incurabili

Le lesioni al midollo spinale causano un’interruzione delle comunicazioni tra cervello e corpo, spesso portando a paralisi irreversibili. Attualmente, non esiste alcuna cura definitiva per queste patologie, e la ricerca mondiale è concentrata sul trovare terapie efficaci per riparare i danni neurologici e ripristinare la funzione motoria.

La tecnologia: un impianto sottile e biocompatibile

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, descrive un impianto ultrasottile che viene posizionato subduralmente (sotto la membrana spinale) nel sito della lesione. Questo dispositivo emette scariche elettriche controllate a bassa frequenza (2 Hz), già note per stimolare la rigenerazione degli assoni, le fibre nervose responsabili del trasferimento di segnali elettrici.

Lo studio sui ratti: risultati sorprendenti

Due gruppi di ratti con paralisi degli arti posteriori sono stati monitorati. Solo uno dei due ha ricevuto il trattamento con impulsi elettrici per 12 settimane. I risultati sono stati chiari: i topi trattati hanno mostrato un netto miglioramento motorio rispetto al gruppo di controllo, che contava solo sulla guarigione spontanea.

Il trattamento è stato minimamente invasivo e non ha causato danni collaterali al tessuto nervoso, un elemento cruciale in vista di una possibile applicazione sull’uomo.

Verso la sperimentazione umana: cauto ottimismo

Sebbene i topi abbiano una maggiore capacità di rigenerazione rispetto agli esseri umani, la ricerca rappresenta un passo avanti concreto. I prossimi obiettivi del team neozelandese saranno quelli di:

  • Adattare il dispositivo per l’anatomia umana
  • Testarlo su animali di taglia maggiore
  • Valutarne sicurezza e tollerabilità nel lungo periodo

Un nuovo orizzonte per chi vive con la paralisi

Se confermati sugli esseri umani, questi risultati potrebbero segnare una svolta epocale nella medicina neurologica e nella riabilitazione motoria. La possibilità di recuperare la deambulazione o la sensibilità, anche solo parzialmente, rappresenterebbe una conquista enorme per milioni di pazienti nel mondo.

Il percorso è ancora lungo, ma la speranza è tornata a camminare.

Foto di Alexa da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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