L’herpes zoster non è una semplice infezione cutanea: è una condizione dolorosa che deriva dalla riattivazione del virus della varicella. Il suo sintomo più noto è l’eruzione cutanea dolorosa, ma le complicazioni possono essere molto gravi: nevralgia persistente, perdita della vista, difficoltà motorie e, in alcuni casi, invalidità temporanea.
I dati parlano chiaro: tra luglio 2023 e giugno 2024 quasi 63 mila adulti portoghesi hanno ricevuto una diagnosi di herpes zoster e hanno richiesto cure mediche. Numeri che testimoniano un problema sanitario rilevante, spesso sottovalutato.
Il peso economico sul sistema sanitario
Oltre al dolore e alla compromissione della qualità della vita, ogni anno l’herpes zoster costa al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) circa 10,2 milioni di euro. Di questi, 7,2 milioni riguardano spese dirette legate alle cure mediche, mentre oltre 2,4 milioni derivano da costi indiretti come l’assenteismo dal lavoro.
Secondo gli esperti, una parte consistente di queste spese potrebbe essere evitata grazie alla vaccinazione, che ha dimostrato un’efficacia protettiva di oltre 11 anni.
La richiesta al Parlamento
Per questo motivo, martedì prossimo esperti e associazioni di pazienti consegneranno al Parlamento una petizione con più di mille firme per chiedere l’inserimento del vaccino contro l’herpes zoster nel Programma Nazionale di Vaccinazione.
Tra i promotori spicca il nome di Francisco George, specialista in sanità pubblica ed ex direttore generale della Salute, affiancato da tre società scientifiche e cinque associazioni di pazienti. Una rete di sostegno che conferma l’urgenza della misura e la sua legittimazione sia tecnica che sociale.
Europa avanti, Portogallo indietro
Attualmente, 13 Paesi europei hanno già inserito il vaccino nei loro programmi di immunizzazione. In Portogallo, invece, la vaccinazione resta a carico dei cittadini, senza alcun rimborso. Una situazione che crea disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, riservando la protezione solo a chi può permettersi di sostenerne il costo.
I firmatari sottolineano come questa scelta non sia solo una questione di salute individuale, ma anche di sostenibilità del sistema sanitario. Prevenire significa ridurre i ricoveri, contenere i costi e garantire maggiore autonomia agli anziani.
L’invecchiamento fragile del Portogallo
Il problema si inserisce in un contesto più ampio: l’invecchiamento della popolazione. In Portogallo, a 65 anni, le donne hanno in media ancora 19,5 anni di vita davanti a sé e gli uomini 17,7 anni. Tuttavia, meno della metà di questo tempo viene vissuto in buona salute.
Questo dato colloca il Paese al di sotto della media europea e mostra con chiarezza la necessità di strategie preventive. Vaccinare contro l’herpes zoster significherebbe ridurre il peso delle malattie croniche e garantire un invecchiamento più sano.
Una scelta politica urgente
Nonostante i ripetuti appelli al Governo, al Parlamento e alla Direzione Generale della Salute, finora non è arrivata alcuna risposta concreta. L’aggiornamento del calendario vaccinale continua a essere rinviato, lasciando irrisolta una questione di equità sanitaria.
Le associazioni promotrici – dalla Società Portoghese di Medicina Generale a quella di Endocrinologia, fino alla Lega contro le Malattie Reumatiche – ribadiscono che il vaccino non è un lusso, ma una misura di salute pubblica che può cambiare la vita di una persona su tre.

