Negli ultimi anni il caffè al ginseng è diventato una bevanda sempre più popolare nei bar italiani. Considerato da molti come un’alternativa più salutare al classico espresso, viene spesso scelto per il suo gusto dolce, la cremosità e la promessa di “energia naturale”. Ma è davvero così? E soprattutto: è davvero meglio del caffè?
Il ginseng è una radice utilizzata da secoli nella medicina tradizionale asiatica. Ricco di ginsenosidi, composti naturali con potenziali effetti antiossidanti e tonici, è noto per stimolare il sistema nervoso centrale, migliorare la concentrazione e ridurre la stanchezza mentale. In questo senso, può sembrare un degno rivale della caffeina.
Ginseng vs caffè: il vero vincitore dipende dallo zucchero
Tuttavia, c’è un grande equivoco che accompagna il successo del caffè al ginseng: la maggior parte delle versioni in commercio, soprattutto quelle in capsule o solubili nei bar, contiene elevate quantità di zucchero. Il sapore piacevole e dolciastro che conquista tanti consumatori, infatti, deriva più dagli edulcoranti che dal ginseng in sé.
Assumere zuccheri aggiunti più volte al giorno – anche in piccole dosi – può contribuire all’aumento di peso, all’innalzamento della glicemia e a un maggiore rischio di malattie metaboliche. In questo senso, un caffè al ginseng zuccherato non solo non è più salutare del caffè normale, ma può risultare addirittura controproducente per la salute.
Il confronto tra caffè e ginseng, dunque, va fatto con attenzione. Il caffè tradizionale, se consumato con moderazione e senza zucchero, è ormai riconosciuto da numerosi studi scientifici come fonte di antiossidanti, con effetti positivi su metabolismo e vigilanza. Lo stesso vale per il ginseng solo se consumato puro, senza dolcificanti artificiali o zuccheri aggiunti.
Leggere bene l’etichetta è fondamentale per fare una scelta consapevole
Esistono in commercio versioni naturali o light del caffè al ginseng, senza zucchero o con stevia, che permettono di godere dei benefici della radice senza effetti collaterali glicemici. Tuttavia, sono ancora poco diffuse e spesso più costose rispetto alle varianti dolcificate. Leggere bene l’etichetta è fondamentale per fare una scelta consapevole.
Inoltre, è importante ricordare che gli effetti del ginseng possono variare da persona a persona. Alcuni studi suggeriscono che, in soggetti sensibili, possa causare insonnia, mal di testa o irritabilità, proprio come la caffeina. Per questo motivo, anche in questo caso vale la regola della moderazione e della personalizzazione.
In conclusione, il ginseng può essere una valida alternativa al caffè, ma solo se lo si consuma nella sua forma più pura e senza zucchero. Altrimenti, più che una bevanda energizzante e salutare, rischia di diventare un dessert mascherato da caffè.
Foto di Lidiane Lahass su Unsplash

