Nuova scoperta a Sagres: la frattura che spiega i grandi terremoti di Lisbona

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Il Portogallo ha vissuto nella sua storia momenti segnati da terremoti devastanti. Il più famoso resta quello del 1° novembre 1755, quando un sisma di magnitudo stimata vicina a 9 della scala Richter rase al suolo Lisbona, causando decine di migliaia di vittime e un maremoto che colpì gran parte dell’Atlantico. Più recentemente, nel 1969, un altro terremoto di magnitudo 8 colpì la capitale e il sud del Paese.

Ma da sempre gli scienziati si sono chiesti: come può una zona geologicamente “tranquilla”, come la pianura abissale a ferro di cavallo, generare scosse di tale potenza? Ora una nuova ricerca offre una risposta sorprendente.

La scoperta al largo di Sagres

Un team dell’Università di Lisbona, guidato dal geologo João Duarte, ha individuato una frattura nella placca tettonica situata circa 200 chilometri a sud di Capo San Vincenzo, vicino a Sagres. Questa frattura si sarebbe formata almeno cinque milioni di anni fa attraverso un processo noto come delaminazione.

La delaminazione consiste in una sorta di separazione interna della placca: la parte inferiore scivola lentamente verso il mantello terrestre, fino a profondità di circa 200 chilometri, mentre la parte superiore resta in posizione. Una dinamica invisibile dalla superficie, ma in grado di accumulare enormi quantità di energia sismica.

Un comportamento anomalo della placca africana

Secondo Duarte, il fenomeno va interpretato nel contesto della convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica. Le due masse continentali si spingono l’una contro l’altra, ma la delaminazione fa sì che una porzione della placca si comporti come una lamina che scivola. Non si crea un vuoto, perché lo spazio viene riempito da altra roccia: un contatto orizzontale, silenzioso ma estremamente instabile.

Gli scienziati hanno individuato questa dinamica grazie a una sorta di “ecografia della Terra”, la tomografia sismica, che utilizza le onde dei piccoli terremoti per ricostruire l’interno della crosta. I sismometri posizionati sul fondale per otto mesi hanno registrato un cluster di scosse a profondità insolite (30-40 km), segnale che qualcosa di anomalo stava avvenendo.

Dal modello al rischio sismico

L’unione dei dati raccolti e di sofisticati modelli computerizzati ha permesso di simulare il processo di delaminazione e di collegarlo direttamente ai terremoti storici. Questa scoperta non solo getta luce sull’origine del sisma del 1969, ma potrebbe spiegare anche il disastro del 1755.

Per il Portogallo, paese che vive costantemente con l’ombra di un nuovo grande terremoto, la scoperta è fondamentale. Duarte sottolinea che il processo deve essere incluso nelle future valutazioni di pericolosità sismica del Paese.

Tecnologia e nuove opportunità di monitoraggio

Il futuro del monitoraggio sismico potrebbe arrivare dai nuovi cavi sottomarini di telecomunicazione che collegheranno Europa e America passando proprio per l’area critica della pianura abissale di Ferradura. Questi cavi, dotati di sensori, permetteranno di raccogliere dati senza precedenti.

Non solo: l’intelligenza artificiale potrebbe rivelarsi un alleato nella lettura di questa mole di informazioni. Anche se i grandi terremoti sono troppo rari per costruire modelli predittivi affidabili, l’analisi sistematica dei terremoti minori potrebbe fornire indizi preziosi.

Un passo avanti nella comprensione dei terremoti

La prevedibilità assoluta dei sismi resta lontana, ma ogni nuova scoperta avvicina la scienza alla comprensione di fenomeni che per secoli sono sembrati inspiegabili.

La frattura scoperta a Sagres racconta una storia che risale a milioni di anni fa e che continua ancora oggi, silenziosa e invisibile, sotto l’oceano Atlantico. Una dinamica che potrebbe spiegare perché Lisbona, pur lontana dalle grandi faglie globali, resta una delle città europee più esposte al rischio sismico.

E forse, proprio questa consapevolezza, sarà la chiave per affrontare con maggiore preparazione i terremoti del futuro.

Foto di Wallace Damião da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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