Nuova forma di alluminio potrebbe ridurre la dipendenza dalle terre rare

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Una scoperta che cambia le regole

Un gruppo di ricercatori del King’s College London ha identificato una forma inedita di alluminio che mette in discussione molte convinzioni consolidate sul comportamento di questo metallo.

L’alluminio è tra gli elementi più abbondanti nella crosta terrestre. Proprio per questa sua disponibilità, la nuova scoperta potrebbe aprire la strada a un’alternativa più economica e sostenibile rispetto ai metalli delle terre rare, oggi fondamentali in numerose applicazioni industriali e tecnologiche.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

Molecole di alluminio altamente reattive

Il team guidato da Clare Bakewell, docente senior presso il Dipartimento di Chimica del King’s College, ha sviluppato molecole di alluminio estremamente reattive, capaci di rompere legami chimici particolarmente stabili.

Durante lo studio sono emerse strutture molecolari mai osservate prima, con modalità di reazione del tutto nuove.

Uno dei risultati più rilevanti è l’identificazione del primo esempio documentato di ciclotriammina di alluminio: una struttura composta da tre atomi di alluminio disposti in forma triangolare. Questo trimero mostra un livello di reattività insolitamente elevato pur mantenendo stabilità in soluzione.

Reazioni chimiche finora impensabili

La particolare configurazione a tre atomi consente al composto di partecipare a diversi processi chimici, tra cui:

  • la scissione del diidrogeno (H₂)
  • l’inserimento controllato e la crescita della catena dell’etilene

L’etilene è un idrocarburo a due atomi di carbonio centrale nella produzione di plastiche e numerosi materiali industriali. La possibilità di manipolarlo tramite composti a base di alluminio apre scenari interessanti per la chimica di sintesi.

Il team è riuscito anche a ottenere anelli alluminio-carbonio a 5 e 7 membri, una reattività che supera in alcuni casi quella tipica dei metalli di transizione.

Ridurre la dipendenza dai metalli rari

Molti processi industriali, in particolare quelli catalitici, si basano su metalli preziosi come platino e palladio. Questi elementi sono costosi, difficili da estrarre e spesso concentrati in aree geopoliticamente instabili.

Le cosiddette terre rare comprendono 17 elementi della tavola periodica: i 15 lantanidi, oltre a Scandio e Ittrio. Sono fondamentali per magneti ad alte prestazioni, dispositivi elettronici, sistemi ottici e molte altre tecnologie avanzate.

Secondo Bakewell, l’alluminio rappresenta una scelta strategica: è estremamente abbondante e può costare fino a 20.000 volte meno rispetto a metalli preziosi come platino e palladio.

Una chimica ancora tutta da esplorare

Oltre alla progettazione di nuovi composti, la ricerca ha portato alla scoperta di percorsi di reazione completamente inediti. Il trimero di alluminio sviluppato dal team si presta come “mattoncino” per costruire molecole più complesse, con proprietà chimiche mai osservate in precedenza.

Si tratta di una fase ancora esplorativa, ma i primi risultati indicano un potenziale significativo. Questa linea di ricerca potrebbe contribuire a:

  • sviluppare processi industriali più sostenibili
  • ridurre l’impatto ambientale della produzione chimica
  • abbassare i costi legati ai catalizzatori

L’alluminio, da metallo comune e largamente utilizzato, potrebbe assumere un ruolo molto più centrale nella chimica avanzata del futuro.

Se queste proprietà verranno confermate e ampliate, la scoperta potrebbe segnare un passo importante verso una produzione chimica più efficiente, accessibile e meno dipendente da risorse critiche.

Foto di Tom da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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