Le principali faglie della California meridionale hanno raggiunto i livelli di stress tettonico più elevati degli ultimi mille anni. È quanto emerge da una nuova ricerca internazionale pubblicata sul Journal of Geophysical Research: Solid Earth, che descrive uno scenario geologico particolarmente interessante per gli studiosi dei terremoti. Gli autori hanno inoltre individuato un punto chiave del sistema di faglie, definito “porta sismica” (earthquake gate), che potrebbe determinare quanto esteso sarà il prossimo grande terremoto nella regione. Lo studio, tuttavia, non rappresenta una previsione dell’arrivo imminente di un sisma, ma un’importante valutazione del rischio geologico.
Che cos’è la “porta sismica”
La cosiddetta porta sismica si trova nel Cajon Pass, un’area a nord-est di Los Angeles dove si incontrano due delle faglie più importanti degli Stati Uniti: la San Andreas e la San Jacinto. Secondo i ricercatori, questo punto può comportarsi come una sorta di “interruttore naturale“: in alcune circostanze blocca la propagazione della frattura lungo una sola faglia, mentre in altre permette al terremoto di estendersi contemporaneamente a entrambi i sistemi di faglie, aumentando notevolmente la portata dell’evento.
Mille anni di storia ricostruiti al computer
Per comprendere come sia cambiato lo stress nella crosta terrestre, gli scienziati hanno sviluppato un sofisticato modello fisico tridimensionale capace di simulare l’evoluzione delle faglie nel tempo. Il modello è stato alimentato con un archivio di circa mille anni di dati ricavati da sedimenti, datazioni al radiocarbonio, anelli degli alberi e documentazione storica. In questo modo è stato possibile ricostruire come lo stress si sia accumulato dopo ogni terremoto e stimare la situazione attuale con un livello di dettaglio mai raggiunto prima.
Perché oggi la situazione preoccupa gli esperti
I risultati indicano che lo stress accumulato lungo diversi segmenti delle faglie ha ormai raggiunto, e in alcuni casi superato, i valori massimi registrati nell’intero periodo analizzato. In particolare, sono trascorsi oltre 160 anni dal grande terremoto di Fort Tejon del 1857, durante i quali la pressione tra le placche tettoniche ha continuato ad aumentare senza essere rilasciata attraverso un evento di pari intensità. Gli studiosi definiscono questa condizione come uno “stato di carico critico“, che rende il sistema geologico particolarmente sensibile.
Quando la porta potrebbe “aprirsi”
Secondo lo studio, non basta che lo stress sia elevato su una singola faglia. Ciò che conta è che i livelli di stress sulle due faglie siano simili tra loro. Quando questa condizione si verifica, aumentano le probabilità che una frattura riesca ad attraversare il Cajon Pass e coinvolga contemporaneamente sia la faglia di San Andreas sia quella di San Jacinto. Un simile evento produrrebbe un terremoto molto più esteso rispetto a uno confinato a un’unica faglia.
Quali aree potrebbero essere coinvolte
Un’eventuale rottura congiunta interesserebbe una delle aree più densamente popolate degli Stati Uniti. Le conseguenze potrebbero estendersi a Los Angeles, San Bernardino, Riverside e alla Coachella Valley, attraversando importanti infrastrutture come autostrade, linee ferroviarie e reti energetiche che transitano proprio attraverso il Cajon Pass. Per questo motivo la ricerca ha importanti implicazioni per la pianificazione urbana, la progettazione antisismica e i piani di emergenza.
Nessuna previsione di un terremoto imminente
Gli stessi autori invitano però alla prudenza. Il modello non consente di stabilire quando avverrà il prossimo grande terremoto né afferma che sia imminente. La ricerca serve piuttosto a comprendere meglio il comportamento delle faglie e a identificare gli scenari più probabili in base alla fisica del sistema. Si tratta quindi di uno strumento utile per migliorare le valutazioni del rischio sismico, non di un metodo per prevedere i terremoti.
Un passo avanti nella comprensione dei terremoti
Oltre a fornire nuove informazioni sulla California, il modello sviluppato dai ricercatori potrebbe essere applicato anche ad altri complessi sistemi di faglie presenti nel mondo. Comprendere come lo stress si accumula e si trasferisce tra diverse strutture geologiche rappresenta una delle grandi sfide della sismologia moderna. La scoperta della “porta sismica” offre quindi un nuovo tassello per capire meglio i meccanismi che regolano i terremoti più distruttivi e potrà contribuire, in futuro, a migliorare le strategie di prevenzione e preparazione delle comunità esposte al rischio sismico.
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