Scienza

Paura del fallimento, una terapia che “riscrive” i ricordi dell’infanzia può ridurne l’impatto

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Per alcune persone commettere un errore non significa semplicemente ottenere un risultato negativo: può diventare la conferma di non essere abbastanza capaci, intelligenti o degne di approvazione. Dietro una forte paura del fallimento possono esserci esperienze vissute durante l’infanzia e l’adolescenza, come critiche, umiliazioni, aspettative eccessive o la sensazione che l’affetto dipendesse dai risultati raggiunti. Una tecnica psicoterapeutica chiamata imagery rescripting, o riscrittura immaginativa, cerca di intervenire proprio su questi ricordi. Non cancella il passato, ma permette di modificarne il significato emotivo e il modo in cui continua a influenzare il presente.

Non si tratta di creare falsi ricordi

L’espressione “riscrivere i ricordi” può facilmente essere fraintesa. Durante l’imagery rescripting il paziente non viene convinto che un determinato episodio non sia mai accaduto. Al contrario, viene invitato a richiamare mentalmente una situazione dolorosa e successivamente a immaginare uno svolgimento differente capace di soddisfare bisogni emotivi rimasti irrisolti. Per esempio, nell’immaginazione può intervenire l’adulto che la persona è diventata, proteggendo il bambino dalle critiche o fornendogli sostegno. L’obiettivo è cambiare la risposta emotiva associata al ricordo, non alterarne deliberatamente i fatti.

Perché i ricordi dell’infanzia possono pesare da adulti

Le esperienze precoci contribuiscono alla formazione di quelli che gli psicologi chiamano schemi cognitivi, convinzioni profonde attraverso le quali interpretiamo noi stessi e ciò che accade. Un bambino criticato duramente quando sbaglia potrebbe sviluppare, per esempio, l’idea che “fallire significa non valere”. Da adulto, una presentazione di lavoro, un esame o una competizione possono così riattivare una paura sproporzionata rispetto alla situazione presente. Il problema non è soltanto il ricordo autobiografico, ma la rete di emozioni, aspettative e significati costruita intorno a quell’esperienza.

Come funziona la riscrittura immaginativa

Durante una sessione, la persona viene guidata nel recupero di una memoria emotivamente significativa collegata alla paura attuale. Dopo aver ricostruito mentalmente la scena, il terapeuta può aiutarla a introdurre nuovi elementi nell’immaginazione: qualcuno interviene, il bambino viene difeso oppure riceve le rassicurazioni che gli erano mancate. In alcune varianti è il paziente adulto a entrare simbolicamente nella scena. In questo modo il ricordo originario rimane riconoscibile, ma può essere associato a sensazioni nuove di sicurezza, protezione, comprensione e controllo.

Il cervello non conserva i ricordi come fotografie

La tecnica sfrutta una caratteristica fondamentale della memoria umana: ricordare non equivale a riprodurre una registrazione perfettamente immutabile. Quando un ricordo viene recuperato può entrare temporaneamente in uno stato più modificabile prima di essere nuovamente consolidato. Questo fenomeno ha alimentato la ricerca sulla riconsolidazione della memoria. L’imagery rescripting potrebbe sfruttare almeno in parte questa plasticità, intervenendo soprattutto sulle associazioni emotive legate all’esperienza. I meccanismi precisi, tuttavia, sono ancora oggetto di studio e sarebbe prematuro sostenere che la terapia “riscriva” letteralmente i circuiti della memoria.

La paura del fallimento può perdere parte della sua forza

Rielaborare le esperienze che alimentano convinzioni come “devo essere perfetto” o “se sbaglio verrò rifiutato” può cambiare il modo in cui vengono affrontate le sfide attuali. Riducendo vergogna, autocritica e anticipazione della minaccia, una persona può diventare più disponibile a tentare, sbagliare e riprovare. È un passaggio importante perché la paura del fallimento può alimentare procrastinazione ed evitamento: non affrontare una prova protegge temporaneamente dalla possibilità di fallire, ma impedisce anche di scoprire che un errore può essere gestito senza conseguenze catastrofiche.

Una tecnica già studiata in diversi disturbi psicologici

L’imagery rescripting non nasce specificamente per la paura del fallimento. È stata studiata in relazione a disturbi d’ansia, depressione, disturbo post-traumatico da stress e altri problemi caratterizzati da immagini o ricordi negativi persistenti. Revisioni e meta-analisi hanno trovato risultati promettenti sulla riduzione dei sintomi e della sofferenza associata alle memorie negative. Le prove, però, non sono uniformi per ogni condizione e molto dipende dal protocollo utilizzato. Quando viene applicata specificamente alla paura del fallimento, occorrono quindi ulteriori studi per stabilire durata e ampiezza dei benefici.

Cambiare il significato del passato per affrontare diversamente il presente

La prospettiva più interessante è che non sia necessario cancellare un ricordo doloroso per ridurne il potere. Un episodio dell’infanzia può restare nella memoria senza continuare a definire il valore personale o trasformare ogni possibile errore in una minaccia. La riscrittura immaginativa cerca proprio di separare ciò che è successo allora da ciò che la persona crede di essere oggi. Non è una macchina capace di modificare il passato, ma uno strumento terapeutico per rielaborarne il significato. E per chi vive ogni prova come un giudizio su se stesso, imparare che fallire non equivale a essere un fallimento potrebbe rappresentare il cambiamento più importante.

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