Scienza

Dieta vegetale e fascino fisico: frutta e verdura possono rendere il viso più attraente?

Dieta a base vegetale cuore

Carote, pomodori, spinaci e altri alimenti vegetali potrebbero modificare non soltanto la nostra salute, ma persino alcuni segnali visibili del nostro aspetto. Diversi studi hanno infatti collegato il consumo di frutta e verdura a variazioni del colore della pelle che gli osservatori tendono, in determinate condizioni sperimentali, a giudicare più sane e attraenti. Il fenomeno dipende soprattutto dai carotenoidi, pigmenti gialli, arancioni e rossi presenti in molti vegetali. Questo non significa che diventare vegetariani o vegani renda automaticamente più belli: le ricerche hanno studiato soprattutto specifici alimenti e nutrienti, non la superiorità estetica di un’intera dieta vegetale.

I carotenoidi possono arrivare fino alla pelle

Beta-carotene, luteina, licopene e altri carotenoidi vengono assorbiti attraverso l’alimentazione e possono accumularsi nei tessuti, compresa la pelle. Il loro effetto può produrre una sottile variazione verso tonalità giallo-dorate, diversa dall’abbronzatura provocata dalla melanina. Uno studio randomizzato crossover su 30 giovani donne ha confrontato per quattro settimane frutta e verdura ad alto e basso contenuto di carotenoidi. La dieta più ricca ha aumentato significativamente sia i carotenoidi nel sangue sia la componente gialla della pelle, persino nelle aree non esposte al sole.

Il cambiamento può comparire nel giro di poche settimane

Non occorrono necessariamente anni perché l’alimentazione lasci un segno visibile. Una ricerca longitudinale condotta su 35 persone ha rilevato che le variazioni nel consumo di frutta e verdura nell’arco di sei settimane erano correlate a cambiamenti misurabili nella tonalità della pelle. Gli esperimenti condotti successivamente sulle immagini dei volti indicavano che la colorazione associata ai carotenoidi poteva essere percepita dagli osservatori come più sana e attraente. Si tratta però di variazioni relativamente sottili: non di una trasformazione radicale dei lineamenti o del corpo.

Perché un colorito dorato ci appare più attraente?

Una delle ipotesi è che il cervello utilizzi inconsciamente alcuni aspetti della pelle come segnali di salute. I carotenoidi provengono soprattutto dalla dieta e partecipano a numerosi processi biologici; il loro colore potrebbe quindi funzionare, almeno in parte, come indicatore visivo delle condizioni dell’organismo. Esperimenti condotti modificando digitalmente fotografie di volti hanno mostrato che gli osservatori tendono a preferire determinate quantità di colorazione carotenoide quando devono rendere un volto apparentemente più sano. L’effetto è stato osservato anche in popolazioni con differenti tonalità cutanee, ma cultura e preferenze individuali rimangono fattori importanti.

Ma mangiare più vegetali rende davvero più belli?

Qui le prove diventano meno spettacolari. In uno studio controllato, 30 persone che consumavano poca frutta e verdura hanno ricevuto due, cinque oppure otto porzioni al giorno per quattro settimane. Le loro fotografie sono state poi valutate da 73 osservatori. L’aumento del consumo non ha prodotto un effetto diretto significativo sull’attrattività complessiva. Nelle donne è emerso invece un piccolo effetto indiretto: più vegetali modificavano la componente gialla della pelle e questa variazione poteva influenzare favorevolmente la percezione del volto. Gli stessi autori hanno sottolineato che l’entità dell’effetto era modesta.

Non esiste quindi una dieta della “massima attrattività”

L’aspetto fisico dipende da un intreccio molto più complesso di genetica, età, sonno, salute, composizione corporea, attività fisica, esposizione solare, fumo e caratteristiche individuali della pelle. Anche l’attrattività è in parte soggettiva e influenzata dal contesto sociale e culturale. Inoltre, molti degli studi disponibili hanno utilizzato campioni piccoli, spesso composti da giovani adulti e con una rappresentazione limitata della diversità della popolazione. Non possiamo quindi trasformare questi risultati nella formula “più vegetali uguale più bellezza” né stabilire una quantità di frutta e verdura capace di portare una persona al proprio ipotetico massimo estetico.

Una dieta vegetale è molto più di frutta e verdura

Bisogna inoltre distinguere una maggiore assunzione di vegetali da una dieta completamente plant-based. Gli studi sull’attrattività hanno analizzato principalmente frutta, verdura e carotenoidi; non dimostrano che eliminare carne, pesce, uova o latticini migliori l’aspetto. Una dieta prevalentemente vegetale ben costruita può essere nutrizionalmente valida, ma ciò che conta è la qualità complessiva: cereali integrali, legumi, frutta, verdura, frutta secca e fonti adeguate dei nutrienti necessari. Anche un’alimentazione definita “vegetale” può essere povera dal punto di vista nutrizionale se dominata da prodotti ultraprocessati.

Il vero vantaggio è visibile, ma molto meno miracoloso

La conclusione più interessante è quindi anche quella più semplice: ciò che mangiamo può diventare letteralmente visibile sulla nostra pelle. Gli studi sperimentali mostrano che aumentare l’assunzione di alimenti ricchi di carotenoidi può modificare il colorito in circa quattro-sei settimane, mentre alcune ricerche suggeriscono che questa tonalità possa essere percepita come più sana e, in determinate circostanze, leggermente più attraente. Non abbiamo invece prove che una dieta vegetale permetta di raggiungere il “massimo fascino fisico”. Il messaggio scientifico è meno sensazionale, ma curioso: frutta e verdura non cambiano i nostri lineamenti, però possono contribuire a quel colorito che il cervello umano tende ad associare a un aspetto sano.

Foto di NatureFriend da Pixabay

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