Scienza

Gotta: il ritorno della malattia nei giovani

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La gotta, un tempo associato ai re e oggi considerata la forma più comune di artrite infiammatoria, è in aumento in tutto il mondo e anche tra i giovani. La malattia è provocata dall’accumulo di una sostanza specifica nei tessuti. L’accumulo porta a dolore e infiammazione e può interessare diversi organi, tra cui reni e cuore. Negli ultimi anni i ricercatori hanno iniziato a studiare più attentamente un disturbo molto frequente, la disfunzione erettile. Diversi studi hanno infatti rilevato che gli uomini affetti dalla suddetta possono presentare un rischio significativamente maggiore di sviluppare problemi erettili rispetto alla popolazione generale.

Il collegamento potrebbe essere legato ai livelli elevati di acido urico nel sangue, caratteristica tipica della gotta. Una revisione precedente ha analizzato nove studi evidenziando una frequente associazione tra iperuricemia e disfunzione erettile. Una ricerca successiva condotta su persone tra 24 e 49 anni, ha inoltre rilevato che le probabilità di disfunzione aumentavano di oltre 2,5 volte per ogni incremento di 100 μmol/L della concentrazione di acido urico. L’acido urico potrebbe infatti raggiungere i tessuti erettili e provocarne la contrazione. Tuttavia, non è ancora stato dimostrato negli esseri umani che abbassandone il livello si può correggere

 

La gotta e la disfunzione erettile

Un problema importante riguarda il trattamento della gotta. Nei Paesi come Stati Uniti e Regno Unito, soltanto circa un terzo dei pazienti riceve terapie per ridurre l’urato, e anche tra coloro che vengono trattati molti non raggiungono i livelli considerati ottimali. La terapia richiede tempo, controlli ripetuti e modifiche della dose dei farmaci. Al contrario, lasciare la malattia senza trattamento può provocare complicazioni importanti. In casi rari, cristalli di urato possono accumularsi nel membro maschile e causare erezioni dolorose, arrivando a rendere necessario un intervento chirurgico. Sono stati documentati casi anche in pazienti di soli sotto i quarant’anni.

La gotta rimanere spesso vittima dello stigma della malattia degli anziani o delle persone che mangiano e bevono troppo. La realtà è più complessa. Molti pazienti esitano a parlare con il medico dei sintomi e delle crisi, anche quando compromettono attività quotidiane come camminare, e possono sperimentare una riduzione dell’autostima e difficoltà nelle relazioni. Inoltre, uno studio del 2023 ha rilevato un significativo aumento della gotta anche tra i 15 e i 39 anni. L’indice di massa corporea è risultato uno dei principali fattori di rischio, anche se non è ancora chiaro quanto l’aumento del peso corporeo, da solo, può spiegare la crescita dei casi.