Scienza

La musica che ascolti mentre mangi potrebbe influenzare le tue scelte

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Quando scegliamo cosa mangiare pensiamo soprattutto a fame, gusto, prezzo e abitudini. Eppure anche l’ambiente sonoro potrebbe spostare, almeno leggermente, le nostre decisioni. Una ricerca pubblicata su npj Science of Food ha scoperto che una musica di sottofondo poco stimolante, rispetto a brani più energici, può favorire la scelta di alimenti classificati come più salutari. Il risultato è emerso attraverso quattro studi differenti, compreso un esperimento realizzato in una vera mensa universitaria. Non significa che esista una playlist capace di trasformare automaticamente la dieta, ma mostra quanto le nostre scelte alimentari possano essere sensibili all’ambiente.

La chiave non è semplicemente ascoltare musica classica

Quando si parla di musica rilassante si potrebbe pensare immediatamente a Mozart o Chopin. In realtà i ricercatori si sono concentrati soprattutto sull’arousal musicale, cioè sul grado di attivazione prodotto da un brano. Una musica a basso arousal tende a essere più calma e meno stimolante, mentre quella ad alto arousal è percepita come più energica e attivante. Nei diversi esperimenti sono stati utilizzati anche generi differenti proprio per verificare se fosse questa caratteristica, anziché uno specifico stile musicale, a influenzare le decisioni.

Il primo test è avvenuto in una vera mensa universitaria

La parte più interessante della ricerca è stata condotta sul campo. Per otto giorni di osservazione, in una mensa universitaria di Macao venivano riprodotti alternativamente brani con livelli differenti di arousal. I ricercatori hanno quindi analizzato 911 prodotti alimentari venduti, classificandoli in base alla loro salubrità. Con la musica meno stimolante, circa il 19% delle scelte riguardava prodotti classificati come salutari; con quella ad alto arousal la percentuale scendeva a circa il 14%. Si tratta di una differenza relativamente piccola, ma significativa nel contesto dell’esperimento.

Tre ulteriori esperimenti hanno confermato la tendenza

Gli studiosi non si sono fermati alla mensa. Hanno condotto altri tre esperimenti basati su scenari di consumo, nei quali i partecipanti ascoltavano differenti stimoli musicali mentre valutavano alimenti o menu. Anche qui è emerso uno schema coerente: la musica a basso arousal aumentava l’intenzione dichiarata di scegliere alimenti salutari rispetto alla musica più stimolante. In uno degli esperimenti sono stati utilizzati estratti jazz con differenti livelli di attivazione; in un altro brani hip-hop accompagnati dal normale rumore ambientale di un ristorante. Il fenomeno, dunque, non sembrava dipendere esclusivamente da un singolo genere.

Perché una musica tranquilla dovrebbe farci scegliere diversamente?

Gli autori propongono una spiegazione basata sulla congruenza tra stimoli appartenenti a sensi differenti. Tendiamo ad associare inconsciamente determinate caratteristiche: calma, leggerezza e moderazione possono apparire più compatibili tra loro, così come energia e intensità possono essere associate ad altre esperienze. In presenza di una musica meno attivante, quindi, un alimento salutare potrebbe sembrare più coerente con il contesto. Secondo gli esperimenti, un elemento importante era la cosiddetta “perceived comprehension”: in quel particolare ambiente sensoriale, l’opzione salutare risultava psicologicamente più facile da elaborare e comprendere.

Non è la prima volta che musica e cibo mostrano strani legami

La nuova ricerca si inserisce in una letteratura più ampia. Uno studio del 2021 su 215 partecipanti in Cina e Danimarca aveva mostrato che colonne sonore appositamente create per evocare associazioni “salutari” portavano a più scelte alimentari sane e, attraverso l’eye tracking, a più sguardi e maggiore attenzione verso quegli alimenti. Un’altra ricerca ha osservato che jazz e musica classica potevano aumentare la preferenza per alcuni cibi salati salutari rispetto al rock/metal, ma gli effetti cambiavano in funzione del tipo di alimento e del sapore.

Questo non significa che il rock faccia ingrassare

È importante evitare una conclusione che lo studio non permette. Non esistono prove che ascoltare musica energica provochi aumento di peso, né che mettere musica rilassante durante la cena faccia automaticamente dimagrire. Gli esperimenti hanno misurato singole scelte o intenzioni di consumo, non il peso corporeo nel lungo periodo. Inoltre, l’esperimento sul campo è stato realizzato in una sola mensa e ha osservato prodotti venduti, non l’intera alimentazione delle singole persone. Anche la ricerca precedente ha prodotto risultati variabili a seconda di volume, genere, preferenze individuali e caratteristiche degli alimenti.

Il nostro appetito non dipende soltanto dallo stomaco

Il messaggio più interessante riguarda quindi il modo in cui prendiamo le decisioni. Mangiare è un’esperienza multisensoriale: vista, odori, suoni, illuminazione e ambiente sociale possono modificare attenzione, aspettative e percezione del cibo. La nuova ricerca suggerisce che anche il livello di attivazione prodotto dalla musica possa diventare uno di questi piccoli segnali ambientali. L’effetto osservato non è abbastanza forte da trasformare la musica in una strategia nutrizionale, ma potrebbe interessare mense, ristoranti e altri luoghi nei quali vengono prese migliaia di decisioni alimentari ogni giorno. La prossima volta che scegliamo tra insalata e patatine, insomma, la decisione potrebbe essere influenzata anche da ciò che sta suonando in sottofondo.

Immagine di svetlanasokolova su Magnific

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