Alzheimer: invertita la perdita di memoria causata dalla malattia nei topi

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La malattia, o morbo, di Alzheimer è una patologia che colpisce il cervello compromettendo alcune capacità cognitive, la memoria in primis. Per questo motivo è particolarmente debilitante e ad aggravare il fatto c’è che non esiste una cura, ma solamente dei trattamenti per ridurne gli effetti entro un certo lasso di tempo. Ovviamente la scienza sta provando di tutto per cercare un modo per combattere tale malattia e un nuovo studio sembra aver raggiunto un traguardo notevole.

Alcuni ricercatori dell’Università di Buffalo sono stati in grado di invertire la perdita di memoria in alcuni topi. Ovviamente si tratta di test di laboratorio su animali dotati di un cervello assai più semplice del nostro, ma questo successo potrebbe seriamente aprire nuove strade nella lotta a questa patologia.

 

Collegamento tra neuroni

La malattia può essere causata da diversi fattori e tra questi c’è anche la genetica. I ricercatori in merito hanno esaminato questi fattori e più nello specifico quelli legati al DNA, ma nel campo dell’epigenetica. Da questo punto sono riusciti a individuare alcuni casi in cui l’interferenza dei cambiamenti epigenetici causavano la perdita di memoria riuscendo poi a contrastare l’effetto tramite alcuni farmaci.

Ecco la dichiarazione di Zhen Yan, autore dello studio in questione: “Non solo abbiamo identificato i fattori epigenetici che contribuiscono alla perdita di memoria, abbiamo anche trovato modi per invertirli temporaneamente in un modello animale della malattia di Alzheimer.

Nelle analisi hanno trovato che in quasi tutti i casi mancava un particolare gruppo di recettori che avevano a che fare con degli specifici enzimi. “Quando abbiamo dato agli animali dell’Alzheimer questo inibitore di enzimi, abbiamo visto il salvataggio della funzione cognitiva confermata attraverso valutazioni di memoria di riconoscimento, memoria spaziale e memoria di lavoro.”

Il ritorno della memoria è stato momentaneo ovvero di appena una settimana, ma essendo dei primi passi il futuro di questo studio risulta essere particolarmente roseo. Se le scoperte in merito continueranno ad arrivare sarà un grande passo per la scienza.

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