È possibile trasformare altri metalli in oro? Sì, ma non conviene

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Per secoli, l’idea di trasformare i metalli vili in oro è stata il sacro Graal degli alchimisti. Si chiamava crisopea, e prometteva ricchezza e prestigio a chi ne avesse svelato il segreto. Oggi, questa visione romantica appartiene al passato. Ma ciò che sembrava un’illusione medievale è stato in realtà realizzato dalla scienza moderna, anche se con risultati tutt’altro che convenienti.

Come si trasforma un metallo in oro

Dal punto di vista scientifico, trasformare un elemento in un altro è possibile. Tutto dipende dal numero di protoni nel nucleo atomico: l’oro ne ha 79, il piombo 82. Rimuovendone tre, teoricamente, si può ottenere oro. Tuttavia, questo processo richiede energie elevatissime, ottenibili solo con acceleratori di particelle.

Il primo esperimento riuscito risale al 1941, quando scienziati di Harvard bombardarono atomi di mercurio (80 protoni) con particelle ad alta energia, creando isotopi radioattivi dell’oro. L’impresa fu poi replicata negli anni ’80 dal Nobel Glenn Seaborg, utilizzando collisioni tra nuclei di bismuto e particelle accelerate.

Una scoperta affascinante, ma inutile per arricchirsi

Nonostante questi esperimenti abbiano dimostrato la fattibilità tecnica della trasmutazione, i costi restano proibitivi. L’oro prodotto è in quantità minime, e l’intero processo è mille miliardi di volte più costoso del valore dell’oro ottenuto.

Come ha sottolineato Alexander Kalweit, fisico al CERN, “nessuno di questi esperimenti è nemmeno lontanamente redditizio”.

La scienza ha battuto l’alchimia, ma a caro prezzo

Oggi, nei grandi laboratori come il Large Hadron Collider, la trasformazione dei metalli in oro avviene come sottoprodotto casuale di studi su collisioni atomiche. Non c’è alcuna intenzione di produrre oro per fini pratici.

In conclusione, sì, trasformare metalli in oro è possibile. Ma l’antico sogno degli alchimisti si è infranto contro una realtà scientifica in cui l’energia richiesta e i costi sono semplicemente troppo alti. Una vittoria teorica, ma una sconfitta economica.

Foto di Alexander Grey su Unsplash

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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