Il fondale oceanico sta diventando una triste miniera di microplastica

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Negli oceani e nei mari del nostro pianeta c’è una quantità imbarazzante di plastica. Ormai siamo tutti a conoscenza dell’esistenza di enormi isole di rifiuti galleggianti, ammassi di spazzatura visibili anche dallo spazio. Il problema è un altro però, quello che non si vede. La plastica tende a scomporsi dando vita alla microplastica la quale non si vede ad occhio nudo.

Una nuova ricerca ha voluto esaminare i fondali oceanici e marini. Quello che è stato trovato è peggio di quello che finora di sapeva. Sono stati trovati 1,9 milioni di pezzi di microplastica in uno strato di 5 cm di spessore per un solo metro quadrato di area esaminata. Livelli di concentrazione mai visti da altre parti.

 

La piaga della microplastica

Finora abbiamo visto la microplastica all’interno di animali, sedimentata nelle coste di tutto il mondo, nel ghiaccio in Antartide e nell’Artico, piovere dal cielo e finire dovunque nel mondo. Finisce anche nei fondali a causa delle correnti marine che li portano giù. La maggior parte affonda e neanche lo sapevamo.

Lo studio ha analizzato un pezzo di fondale del Mar Tirreno. Il terreno raccolto e analizzato in laboratorio ha sottolineato la presenza di fibre plastiche e di tessuti. Queste vengono mangiare dagli animali e anche se di per sé non sono tossici, i pezzettini tendono ad attrarre scorie tossiche che quindi finiscono dentro gli animali.

Un altro problema nascosto che è stato portato alla luce e che continueremo a ignorare. Gli sforzi per ripulire i mari, gli oceani e i fiumi di tutto il mondo ci sono, ma non bastano.

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