Scienza

Antibiotici e zucchero: perché i dolci potrebbero danneggiare il microbioma

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Quando assumiamo antibiotici, l’obiettivo è eliminare o controllare i batteri responsabili di un’infezione. Ma questi farmaci possono colpire anche parte dei microrganismi che normalmente vivono nel nostro intestino. Ora una nuova ricerca suggerisce che ciò che mangiamo durante la terapia potrebbe influenzare questo processo. In particolare, un consumo elevato di zuccheri semplici e alimenti dolci potrebbe accentuare le alterazioni del microbioma intestinale provocate dagli antibiotici. Una scoperta interessante, che però non significa che sia necessario eliminare completamente lo zucchero durante ogni cura.

Lo studio ha seguito migliaia di pasti

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature, ha analizzato 9.419 pasti consumati da 173 pazienti ricoverati per un trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Per 158 di loro, gli scienziati hanno inoltre studiato ripetutamente il microbioma attraverso campioni fecali. Si trattava quindi di persone sottoposte a condizioni cliniche particolari e spesso esposte ad antibiotici ad ampio spettro. Confrontando dieta, terapie e composizione dei batteri intestinali, i ricercatori hanno individuato un’associazione significativa tra consumo di zuccheri durante l’esposizione agli antibiotici e maggiore alterazione del microbioma.

Che cosa accade ai batteri dell’intestino

Il nostro intestino ospita una comunità composta da miliardi di microrganismi. Gli antibiotici possono ridurne la diversità, perché non distinguono sempre perfettamente tra batteri responsabili dell’infezione e specie che fanno parte dell’ecosistema intestinale. Nello studio, il consumo di dolci e zuccheri durante il trattamento era associato a una riduzione ancora maggiore della diversità microbica. In altre parole, zuccheri e antibiotici sembravano agire insieme amplificando la perturbazione dell’ecosistema intestinale, una condizione comunemente indicata come disbiosi.

Un batterio ha attirato l’attenzione degli scienziati

Tra i risultati più interessanti c’è l’aumento di batteri appartenenti al genere Enterococcus, in particolare Enterococcus faecium. Questi microrganismi possono normalmente essere presenti nell’intestino, ma una loro crescita eccessiva in pazienti vulnerabili può diventare problematica. Alcuni enterococchi sono infatti responsabili di infezioni difficili da trattare e possono presentare resistenza agli antibiotici. Lo studio ha osservato che, dopo l’esposizione agli antibiotici, un maggiore consumo di alimenti zuccherati era associato a una maggiore presenza di E. faecium nel microbioma intestinale.

Gli esperimenti sui topi hanno rafforzato l’ipotesi

I ricercatori non si sono fermati all’osservazione dei pazienti. Hanno effettuato anche esperimenti su modelli animali, aggiungendo saccarosio alla dieta di topi trattati con antibiotici. Il risultato ha mostrato che lo zucchero poteva aumentare e prolungare l’espansione di Enterococcus provocata dalla terapia antibiotica. Gli esperimenti hanno quindi fornito un supporto biologico all’associazione osservata negli esseri umani. Questo passaggio è importante, ma non permette ancora di affermare che gli stessi effetti si verifichino con la stessa intensità in qualsiasi persona che assuma un comune antibiotico a casa.

Non significa che lo zucchero “blocchi” l’antibiotico

Qui occorre evitare un equivoco. Lo studio non dimostra che mangiare zucchero renda gli antibiotici inefficaci contro l’infezione per cui vengono prescritti. La ricerca riguarda principalmente il danno collaterale che gli antibiotici possono produrre sul microbioma intestinale e il modo in cui la dieta potrebbe modificarlo. Inoltre, i partecipanti erano pazienti sottoposti a trapianto, una popolazione clinicamente molto diversa dalla maggior parte delle persone che assume antibiotici per infezioni comuni. Gli stessi autori sottolineano la necessità di studi prospettici per verificare se modificare la dieta migliori concretamente gli esiti clinici.

Quindi dobbiamo smettere di mangiare zuccheri?

I risultati non giustificano diete drastiche o l’eliminazione indiscriminata dei carboidrati. Lo studio si concentra soprattutto su alimenti ricchi di zuccheri semplici e dolci, non dimostra che frutta, cereali o tutti gli alimenti contenenti carboidrati siano dannosi durante una terapia antibiotica. Anzi, precedenti ricerche sperimentali hanno suggerito che una dieta ricca di fibre possa aiutare a limitare alcune alterazioni del microbioma provocate dagli antibiotici. Prima di formulare raccomandazioni specifiche per i pazienti, tuttavia, saranno necessari studi clinici dedicati.

La scoperta cambia il modo di guardare agli antibiotici

Il messaggio più interessante è che durante una terapia antibiotica potrebbe contare non soltanto quale farmaco assumiamo, ma anche ciò che mangiamo. La dieta sembra infatti interagire con il microbioma proprio quando questo ecosistema è sottoposto allo stress degli antibiotici. Per ora la prudenza è d’obbligo: ridurre gli eccessi di zuccheri semplici è coerente con una dieta equilibrata, ma non esiste ancora una “dieta antibiotica” universalmente dimostrata. E soprattutto, questi risultati non devono portare a interrompere, ridurre o modificare autonomamente una terapia prescritta: gli antibiotici vanno assunti secondo le indicazioni del medico.

Immagine di jcomp su Magnific

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