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Caldo estremo e cuore: perché la frequenza cardiaca può aumentare di 26 battiti per ogni grado corporeo in più

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Quando le temperature salgono, il nostro organismo mette in funzione un sofisticato sistema di raffreddamento. Ma mantenerci intorno ai 37 °C richiede un lavoro considerevole anche al sistema cardiovascolare. Una recente revisione sull’impatto del cambiamento climatico sulla salute cardiovascolare riassume i risultati degli studi condotti in camere climatiche: per ogni aumento di 1 °C della temperatura corporea interna, la frequenza cardiaca può crescere mediamente di circa 26 battiti al minuto. Un dato impressionante, che richiede però una precisazione: non significa che ogni grado in più della temperatura dell’aria faccia automaticamente accelerare il cuore di 26 battiti.

Quei 26 battiti non riguardano il termometro fuori casa

La distinzione è fondamentale. Passare da una giornata di 30 °C a una di 31 °C non provoca necessariamente un aumento di 26 battiti al minuto. Il dato riguarda l’incremento della temperatura interna del corpo durante lo stress termico ed emerge dall’analisi di studi fisiologici controllati. Il rapporto può inoltre variare in funzione di attività fisica, umidità, acclimatazione, età, condizioni di salute e livello di idratazione. La temperatura ambientale resta naturalmente importante perché, soprattutto quando è accompagnata da elevata umidità, rende progressivamente più difficile disperdere il calore accumulato dall’organismo.

Il sangue viene dirottato verso la pelle

Per capire perché il cuore accelera bisogna osservare cosa accade alla circolazione. Quando abbiamo caldo, i vasi sanguigni della pelle si dilatano e una maggiore quantità di sangue viene inviata verso la superficie corporea. In questo modo il calore può essere trasferito all’ambiente. Contemporaneamente iniziamo a sudare: l’evaporazione dell’acqua sottrae calore alla pelle e rappresenta una delle nostre principali difese contro il surriscaldamento. Per sostenere questo processo, il sistema cardiovascolare deve mantenere un flusso sanguigno adeguato sia agli organi sia alla superficie corporea. Il cuore risponde aumentando la frequenza e, complessivamente, il lavoro necessario a pompare il sangue.

Ogni grado interno cambia la circolazione

Gli effetti non riguardano soltanto i battiti. I dati sperimentali riassunti dalla letteratura indicano che, per ogni aumento di 1 °C della temperatura corporea interna, la gittata cardiaca può crescere mediamente di circa un litro al minuto. Parallelamente, la vasodilatazione può determinare una diminuzione della pressione arteriosa sistolica. È una risposta fisiologica utile: il nostro organismo sta tentando di evitare che la temperatura raggiunga livelli pericolosi. Ma ciò significa che durante un’ondata di calore il cuore può essere costretto a lavorare più intensamente proprio mentre l’organismo affronta altre difficoltà, come perdita di liquidi e sali attraverso il sudore.

La disidratazione rende tutto più difficile

Sudare ci raffredda, ma ha un prezzo. Se i liquidi persi non vengono reintegrati, diminuisce il volume plasmatico e il cuore deve compensare per mantenere una circolazione efficace. La disidratazione può quindi contribuire ad aumentare ulteriormente la frequenza cardiaca. In un esperimento su giovani adulti che svolgevano attività fisica in ambiente caldo, la frequenza cardiaca dopo l’esercizio risultava maggiore in condizioni di ridotta idratazione rispetto alla condizione di controllo. Caldo, attività fisica e disidratazione possono dunque sommarsi, aumentando lo stress cardiovascolare molto più di quanto suggerisca la sola temperatura indicata dalle previsioni meteorologiche.

Chi ha problemi cardiovascolari è più vulnerabile

Per una persona giovane e sana queste modificazioni sono normalmente parte della termoregolazione fisiologica. Il problema emerge quando la capacità di compensazione è ridotta. Anziani, persone con patologie cardiovascolari e individui con alcune malattie croniche possono essere più vulnerabili alle temperature estreme. L’American Heart Association sottolinea che il caldo può aumentare le richieste imposte al sistema cardiovascolare attraverso variazioni di frequenza cardiaca e pressione, perdita di liquidi, squilibri elettrolitici e altri meccanismi. Alcuni farmaci possono inoltre influenzare idratazione, pressione o capacità di disperdere il calore: eventuali modifiche della terapia, però, devono essere valutate con il medico e non decise autonomamente.

Quando il sistema di raffreddamento non basta più

Se l’organismo continua ad accumulare calore più velocemente di quanto riesca a eliminarlo, la temperatura interna può salire pericolosamente. Il rischio maggiore è il colpo di calore, un’emergenza nella quale l’ipertermia si associa a disfunzioni del sistema nervoso centrale e può danneggiare rapidamente diversi organi. Umidità elevata, attività fisica intensa e assenza di ventilazione rendono particolarmente difficile il raffreddamento attraverso l’evaporazione del sudore. Confusione, alterazione dello stato mentale, perdita di coscienza o altri sintomi neurologici durante un’esposizione al caldo richiedono assistenza medica urgente. Il pericolo, quindi, non è semplicemente “avere il battito più alto”, ma il possibile superamento delle capacità di compensazione dell’organismo.

Il cambiamento climatico trasforma il caldo in un problema sanitario

Il dato dei 26 battiti al minuto per grado di temperatura corporea rende visibile qualcosa che spesso dimentichiamo: un’ondata di calore non è soltanto una situazione sgradevole, ma uno stress fisiologico. Con temperature estreme sempre più rilevanti per la salute pubblica, prevenzione e adattamento diventano essenziali. Ridurre gli sforzi nelle ore più calde, cercare ambienti freschi, bere regolarmente quando appropriato e prestare particolare attenzione alle persone vulnerabili può diminuire l’esposizione allo stress termico. La ricerca mostra infatti che il nostro corpo possiede straordinarie capacità di adattamento, ma non dispone di risorse infinite: quando la temperatura interna sale, anche il cuore paga il prezzo del tentativo di mantenerci freschi.

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