Coronavirus: alla caccia delle prossime mutazioni del virus

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Questo coronavirus sta venendo studiato attentamente. C’è chi cerca scoprire i segreti così da poterlo combattere più facilmente e c’è chi invece sta cercando di provare a indovinare le prossime eventuali evoluzioni del virus. Capire come il SARS-CoV-2 evolverà è importante perché ci porterà a capire in anticipo se i trattamenti fin qui utilizzati potrebbe diventare meno efficaci, così come i futuri vaccini.

Le mutazioni sviluppate finora non sembra suggerire che il virus sia in grado di guadagnare protezioni del genere. Detto questo, l’analisi del DNA di virus simili indica il contrario ovvero che è possibile vedere evoluzioni che complicherebbero la lotta contro di esso. I problemi più grandi comparirebbero se venisse modificata la proteina spike.

Le parole di Jeffrey Barrett, genetista e membro del consorzio presso il Sanger Institute: “Tutto ciò che influenza la proteina spike può potenzialmente cambiare il modo in cui l’immunità naturale o l’immunità indotta dal vaccino risponde al virus.”

 

Coronavirus: l’analisi del virus

Al momento questo coronavirus risulta essere molto stabile, ma non implica che sia immobile dal punto di vista genetico. I ricercatori lo stanno tenendo sottocchio soprattutto il processo noto come cambiamento antigenico. Come detto, l’attenzione è dedicata soprattutto ai cambiamenti della proteina spike.

“È particolarmente importante che la sorveglianza del cambiamento antigenico sia stabilita in vista del lancio di un programma di vaccinazione nel Regno Unito, poiché molti dei vaccini in fase di sviluppo mirano alla proteina spike. Sarà importante monitorare la resistenza ad essi nello stesso modo in cui monitoriamo la resistenza batterica agli antibiotici o la resistenza dell’HIV ai farmaci antivirali”.

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