Demenza senile: i possibili effetti di un vaccino comune

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Molti virus sono in grado di farci ammalare, alcuni solo lievemente e altri in modo più grave. Anche se una malattia causata da uno di questi può passare molto velocemente e lasciando all’apparenza pochi danni, o magari solo a breve termine, gli effetti sul corpo posso risultare più subdoli sul lungo periodo. Condizioni come la demenza possono essere esacerbata da eventi accaduti decenni prima e per questo motivo i vaccini coprono sempre un ruolo fondamentale per proteggere la nostra salute.

Un nuovo studio ha scoperto che un vaccino alquanto comune, quello specifico contro l’herpes zoster, può ridurre il rischio di andare incontro a una condizione di demenza in età avanzata del 20%. Lo studio ha analizzato i dati di cartelle cliniche in Galles dove nel 2013 è legge che le persone nate dopo il 1933 potevano ricevere il suddetto vaccino. Nel giro di sette anni, il rischio si è ridotto di un quinto.

 

La possibilità che un semplice vaccino possa ridurre il rischio di demenza

Lo studio condotto in questo modo non può determinare il meccanismo dietro questo fenomeno, ne distingue le diverse tipologie di demenza, come per esempio il morbo di Alzheimer, ma indica l’importanza di certi trattamenti preventivi.

Le parole dei ricercatori: “Il rischio di demenza era del 4% entro i 75 anni e del 20% entro gli 85 anni, con la maggior parte del rischio che si verificava dopo gli 85 anni. E’ previsto che il numero di nuovi casi di demenza negli Stati Uniti raddoppierà nei prossimi quattro decenni, passando da circa 514.000 casi nel 2020 a 1 milione nel 2060. Un tempo considerata una malattia in gran parte confinata al mondo sviluppato, gli effetti deleteri della demenza sono ora evidenti in tutto il mondo, con l’aumento dell’aspettativa di vita in molti ex paesi in via di sviluppo.”

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