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Malattie croniche in Italia: l’allarme silenzioso che colpisce oltre il 57% degli over 65

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In Italia, il 18% della popolazione tra i 18 e i 69 anni convive con almeno una malattia cronica. Un dato che diventa allarmante tra gli over 65: oltre il 57% di loro è diagnosticato con almeno una patologia di lungo termine, e 1 su 4 presenta la policronicità, cioè due o più malattie concomitanti.

Tra le cause più comuni si trovano le malattie respiratorie croniche (6%), le cardiopatie, il diabete (5%) e i tumori (4%). Il tasso di cronicità cresce sensibilmente con l’età: dal 7% tra i più giovani, fino al 29% tra gli adulti 50-69 anni.

Malattie croniche: il 57% degli over 65 convive con patologie silenziose ma devastanti

Le patologie croniche colpiscono in misura maggiore chi ha minore istruzione o situazioni economiche difficili (rispettivamente 33% e 29%). Regionalmente non c’è uniformità: alcune regioni del Sud, del Nord e del Centro registrano tassi superiori alla media nazionale.

La presenza di due o più malattie croniche riguarda in media l’8% dei 50-69enni, mentre tra gli over 65 sale al 25%, e raggiunge il 37% tra gli ultra 85enni. Le fasce più in difficoltà economiche registrano un’incidenza di policronicità fino al 38%.

Il consumo di tabacco, dieta scorretta, sedentarietà, alcol e ambiente inquinato sono fattori determinanti. In Europa e in Italia, circa il 60% del carico di malattia cronica è attribuibile a questi elementi modificabili.

Un onere crescente per il sistema sanitario pubblico e la società

Più di 10 milioni di adulti italiani soffrono di dolore cronico. La condizione colpisce il 35% delle persone tra i 65-74 anni e il 50% degli ultra 85enni. Le conseguenze sul lavoro, le relazioni sociali e la salute mentale sono profonde, con costi stimati intorno ai 62 miliardi di euro annui.

La cronicità rappresenta un onere crescente per il sistema sanitario pubblico e la società. Il controllo della prevalenza richiede interventi strutturali: promozione della salute, screening, diagnosi precoce, collaborazione tra diversi settori sociali.

Di fronte a questo ‘allarme silenzioso’, l’urgenza è agire: dalla prevenzione primaria con stili di vita sani, a una rete di assistenza proattiva e accessibile. Solo così si può invertire la tendenza, proteggere la qualità di vita delle persone croniche e contenere i costi sociali.

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