Molti studi nel passato hanno dimostrato quanto sia utili le piante da tenere dentro casa per ridurre l’inquinamento dell’aria nella propria abitazione. Se da un lato è vero che molte specie sono in grado di intercettare certi inquinanti e imprigionarli, la loro efficacia reale è stata sovrastimata o meglio, non sono stati tenuti in considerazione alcuni fattori. Se in un ambiente controllato i benefici sono evidenti, nella vita di tutti i giorni un po’ meno.
Anche le case più moderne prevedono un ricambio d’aria periodico con il fuori. Anche evitando la volontaria apertura delle finestre, ci sono sempre gli spifferi o anche solo entrare e uscire dalla porta d’ingresso. Quando si inserisco tali ricambi d’aria nell’equazione ecco che si vedono il loro limite nel contrastare la quantità di inquinanti. Un nuovo studio ha calcolato che il range utile di piante varia dalle dieci alle mille per metro quadro.
Troppe piante, troppi inquinanti, troppa aria
Purtroppo è il limite di molti studi che vengono proposti in ambienti eccessivamente controllato rispetto alla vita di tutti i giorni. Oltre al ricambio d’aria, in un ambiente domestico ci sono le particelle rilasciate dai fornelli a gas, i composti chimici dei prodotti usati per pulire e tanto altro ancora. Le piante sicuramente non perdono la loro capacità intrinseca, ma non sono in grado da soli di purificare l’aria.
Le parole dei ricercatori: “Significa forse che le piante d’appartamento sono inutili in casa? Assolutamente no. Anche se il loro effetto diretto di purificazione dell’aria è modesto nelle abitazioni reali, le piante possono comunque offrire dei benefici. Studi scientifici suggeriscono che possono migliorare il comfort percepito e il benessere psicologico e, in alcuni casi, influenzare leggermente l’umidità o il microambiente interno. Ma non dovrebbero essere presentate come una soluzione pratica a seri problemi di qualità dell’aria interna.”

