Una ricerca condotta dall’IRCCS “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte (Bari), pubblicata su Nutrients, ha analizzato l’alimentazione e gli esiti di salute di 4.869 adulti seguiti per circa 19 anni. L’obiettivo era valutare se un’eccessiva assunzione di carne di pollo fosse collegata alla mortalità, in particolare per tumori gastrointestinali.
I risultati principali
- 100–200 g di pollo a settimana: aumento del 35% del rischio di morte per tumori digestivi rispetto a chi ne consuma meno di 100 g.
- Oltre 200 g a settimana: rischio raddoppiato (+100%) rispetto al consumo inferiore ai 100 g
- Più di 300 g settimanali: +27% di rischio di mortalità per tutte le cause; rischio più che duplicato per tumori gastrointestinali, soprattutto negli uomini.
Pollo vs carne rossa: confronto sorprendente
Lo studio ha anche rilevato che la carne rossa aumenta il rischio di tumori gastrointestinali del 23% ma solo se consumata oltre 350 g a settimana, una soglia più elevata rispetto al pollo. Ciò mette in discussione l’idea diffusa che il pollo sia sempre più salutare.
Le ipotesi spiegate dagli esperti
L’aumento del rischio legato al pollo potrebbe dipendere da:
- cottura ad alte temperature che favorisce la formazione di amine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici, composti mutageni associati a diverse neoplasie;
- residui chimici da mangimi, antibiotici o ormoni negli allevamenti intensivi, che potrebbero avere effetti tossici o pro-infiammatori.
Limitazioni dello studio da considerare
Gli autori stessi e gli enti di settore sottolineano che:
- si tratta di uno studio osservazionale, quindi non prova un legame causale diretto;
- non sono state identificate modalità di cottura, tagli di carne o metodi di allevamento specifici, fattori che possono influenzare i risultati;
- la popolazione studiata è limitata al Sud Italia, rendendo incerta la generalizzabilità.
Cosa dicono le linee guida ufficiali
Secondo la Fondazione Veronesi e le indicazioni del CREA, le raccomandazioni nutrizionali restano prudenziali:
- 1–3 porzioni settimanali di carne bianca da 100 g l’una sarebbero compatibili con una dieta equilibrata;
- la carne rossa non superi 500 g a settimana totali, con preferenza per tagli magri e metodi di cottura dolci.
Cosa emerge: moderazione e contesto
Non si tratta di demonizzare il pollo, ma di considerarlo nel contesto di:
- una dieta globale ricca di vegetali, fibre, pesce e legumi;
- attenzione ai metodi di cottura (evitando carbonizzazioni);
- variazione delle fonti proteiche per limitare esposizioni specifiche
Il verdetto a oggi
Pollo e carne rossa presentano rischi se consumati in eccesso, ma con modalità diverse. Il pollo, secondo questo studio, può risultare problematico già a quantità considerate moderate (oltre 100 g/settimana). Tuttavia, viste le limitazioni metodologiche, è necessaria cautela nel trarre conclusioni definitive. Il messaggio centrale è: meno polarizzazione tra colori della carne e maggiore attenzione allo stile alimentare complessivo.

